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lunedì 18 agosto 2014

Kalashnikov Collective/Contrasto - "Come il soffitto di una chiesa bombardata"


 
Un incontro tra pesi massimi del punk italiano, quello tra i milanesi Kalashnikov Collective, in giro dai primissimi anni 2000 e che hanno in catalogo come ultima uscita un pregevole 7" quale "Vampirizzati Oggi", e i romagnoli Contrasto, reduci dall'uscita di quello che considero il miglior disco del 2012: "Tornare Ai Resti", anche loro in giro da ormai quasi 20 anni. Il 10" (benefit per i compagni No TAV) si compone di sette pezzi, tre per i Kalashnikov, di cui solo uno effettivamente suonato (il primo e il terzo sono un intro e un outro separati) che segue il solito filo stilistico che li caratterizza fin dalla nascita: tastiere, sintetizzatori, chitarre vagamente alla Iron Maiden e una voce femminile estremamente espressiva e angosciante che si rincorre attraverso le cavalcate lanciate dagli strumenti, con un testo che però non è sicuramente tra i migliori che abbiano composto fino ad ora. Al quarto pezzo iniziano invece i Contrasto e si entra nella parte migliore del disco, quattro canzoni che confermano ancora la band come tra i portabandiera dell'hardcore italiano, capaci di rinnovarsi e di comporre lyrics che coniughino messaggi pensati e compositi con la capacità di caricare come un calcio in faccia chi li ascolta. Dopo "Nullo Mazzesi, partigiano", una strumentale con sopra un discorso registrato dello stesso Mazzesi, il gruppo ci accoglie con la titletrack che inizia con un attitudine che ricorda "Questa non è forse guerra" (presente su "Tornare Ai Resti") per poi partire in un massacrante tupa-tupa che lascia ben poco all'immaginazione, accompagnato da un testo quasi intimista al primo ascolto; seguono poi "Cento fiori son sbocciati" (a riprendere uno degli slogan dell'Autonomia all'indomani del 7 aprile 1979) e "Politica e rivoluzione" (che cita testualmente un libro scritto da Prospero Gallinari e altri compagni in polemica con certe parti del movimento proletario dell'epoca) e sono sicuramente i pezzi migliori, un appello ai combattenti, si potrebbe definirlo, carico di rabbia ma non fine a sè stessa, la straordinaria capacità sopraccitata di riuscire ad unire una certa qual "propaganda" (mi si perdoni il termine) con la più carica energetica che il punk hardcore può trasmettere, ecco, qui è al suo apice. Ricordando sempre che "logoro è il potere/logora è l'azione!".
Voto lato Kalashnikov: 7
Voto lato Contrasto: 10

Tracklist:
01. Un Futuro Radioso
02. Chi Sta In Alto Dice "Questa E' Pace, Questa E' Guerra"
03. Hitler Con Gli Occhiali A Specchio
04. Nullo Mazzesi, Partigiano
05. Come Il Soffitto Di Una Chiesa Bombardata
06. Cento Fiori Son Sbocciati
07. Politica E Rivoluzione

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domenica 14 luglio 2013

ManLiftingBanner - "The Revolution Continues"



ManLiftingBanner, 3 parole unite che hanno un solo significato: migliore band hardcore punk mai esistita in Olanda. Una carriera che è partita dai Profound (quasi gli stessi membri) e che si è espressa attraverso una serie di dischi miciali; "The Revolution Continues" rappresenta l'ultima uscita in ordine di tempo, targata 2012, a ben 17 anni dall'ultima pubblicazione, racchiude il nuovo album della band da 7 pezzi più 21 altri che provengono dal leggendario "10" That Shook The World", dal 7" "Myth Of Freedom" e altri comparsi su alcune compilations. Un uscita perfetta per conoscere un grande gruppo che da circa 22 anni suona un hardcore old school totalmente personale, in bilico tra Europa e America, tranni '80 e '90 che non disegna contaminazioni dall'oi! più duro e dal positive hardcore: in questo ultimo lavoro saltano all'occhio immediatamente il gusto newyorkese in cui il gruppo si è immerso, tra Warzone e Youth Of Today, con testi assolutamente politicizzati, com'è tradizione. Grande riffing, veloce e squadrato, mid tempo sparati nei passaggi e pezzi brevi, senza smancerie o artificialità; un grande album che coniuga originalità, freschezza e la capacità di essere un incredibile motore da mosh pit; senza contare la presenza dei vecchi pezzi che contribuisce a rendere ancora più epico un disco che ne ha poco bisogno.
Voto: 8/9

Tracklist:
01. Fighting In The Streets
02. Wall Street Wars
03. Song For Khaled Sain
04. Everybody Knows
05. The New Gospel
06. God Bless The Poor
07. I Dream A World
08. Empire
09. Blood
10. Spirit
11. One Of Them
12. Myth Of Freedom
13. Sister (part 0)
14. Commitment
15. Never
16. Sister
17. Donkey Shot
18. Still Straight
19. Rage
20. B.Y.B.O.
21. If
22. No Compromise
23. End Of Fear
24. Willing
25. Balance The Book
26. Consume And Kill
27. The Other
28. New October

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domenica 7 luglio 2013

Sick People - "Fakes Rules Promo EP"



La scena australiana si dimostra in piena vitalità con un carico di gruppi giovani e promettenti che inseguono il sound originale dell'old school americana attraverso grezzume vario e un approccio quanto meno violento alla composizione. I Sick People non fanno eccezione e questo promo (due pezzi andranno su uno split con i Tied Down e due sull'album in prossima uscita) dimostra tutta la genuinità di una proposta musicale che, per quanto semplice, risulta ancora efficace e forte di una semplicità fatta di powerchords, riff sgranati direttamente giù e una voca roca che vomita sopra i mid tempo e i pezzi più veloci senza problemi. L'influenza principale sono sicuramente i Negative Approach (presente una cover), ma anche SS Decontrol e Negative FX, un po' la summa del lato più violento della prima ondata americana; pezzi semplici, niente di nuovo ma godibili.
Voto: 5/6

Tracklist:
01. Violent Streak
02. Tied Down (cover Negative Approach)
03. Final Verdict
04. Insane

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lunedì 15 aprile 2013

OSS! - "King Of Thrashers"

 
 
Album d'esordio uscito nell'ormai lontano 2009, per i romani OSS!, che, tra l'altro, annoverano membri dei Tear Me Down in formazione. Titolo e copertina dicono già abbastanza di cos'è quest'album, una mattonata di thrashcore-hardcore con spazi di fastcore, lanciato a tutta velocità e che quando rallenta lo fa solo per lasciare spazio a passaggi tamarri in linea con la scuola americana. I pezzi sono brevi, martellati giù senza tanti giri di parole e diretti, come c'è da aspettarsi con un gruppo su questo genere; grazie ad un buono studio delle canzoni si evita la banalità ed il piattume, nonchè la faciloneria di composizione che spesso infesta gli album thrashcore italiani, anche se "King Of Thrashers" non si salva completamente da questa logica di ripetitività, troppo legato ai canoni di un genere quasi estinto a livello di originalità. Buon disco, energico e da mosh selvaggio con certi brani che sono una vera e propria fucilata sparata dritta in faccia ("Not a good friend" e "Thrashers hate police" sono un buon esempio). Buona anche la produzione, abbastanza plastica ma che non liscia il pelo inutilmente a un disco che ne ha tutto fuorchè bisogno.
Voto: 7

Tracklist.
01. Intro
02. Sweet Dream Of Revenge
03. Not A Good Friend
04. Born Alone
05. Open Your Eyes And Suffer
06. Feel Your Darkness
07. The Structure
08. Thrashers Hate Police
09. I Can't Sleep

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America's Hardcore - "Demo Live"

 
 
Con le centinaia di band hardcore che nascevano, sopravvivevano a stento, facevano fortuna o magari morivano ignorate, negli Stati Uniti nel periodo di gloria dell'old school (1981-1985), è spesso difficile distinguere tra ciò che è di qualità ma sottovalutato e ciò che è stato meritatamente dimenticato; gli America's Hardcore fanno parte, purtroppo, di questa seconda categoria. Il loro demo registrato dal vivo, datato 1983, è semplicemente una riproposizione di idee e trovate avute da altre band (Minor Threat e SOA, per dirne due) senza un apporto minimo di energia, vitalità, anzi, rese più goffe da passaggi accessori e ben poco riusciti, una mancanza di fantasia imbarazzante percepibile già dai titoli dei 12 pezzi presenti. I 20 minuti del disco passano tra stereotipi, noia e ripetitività che rende il tutto anonimo, piatto e dimenticabile dopo il primo ascolto, dimenticabili, soprattutto in rapporto ad altre band coeve.
Voto: 4

Tracklist:
01. Greed Sets In
02. TV Time/Real Energy
03. War Blind
04. Trash You Life/Blind Love
05. Fuck The System
06. Narrowminded Society
07. Be Yourself
08. Born Prejudiced
09. America's Hardcore/Corps Are Criminals
10. Our Time Is Now
11. Open Yor Eyes

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domenica 24 febbraio 2013

Nailed Down - "Violent Distortion"



Uscita americana datata 1995 all'insegna di un fastcore sulla scia di Infest e Crossed Out, ancora grondante di influenze hardcore punk old school, soprattutto nella struttura dei riff: 3 note lanciate, dissonanze, cori, passaggi in mid tempo schizzofrenici e un blast beat a circondare e affogare il tutto in un delirio di violenza. "Violent Distortion" è l'unica uscita di livello dei Nailed Down ed anche per questo ha sofferto a livello di celebrità raggiunta, pur essendo qualitativamente sopra il livello di molti altri album che sono usciti in concomitanza con questo LP ed è quindi da riscoprire ed apprezzare quanto merita; i pezzi sono 27 in tutto, tra cui 3 cover prese da band importanti degli anni '80 (Kuro dal Giappone, Negative FX e Confuse dagli USA), tutte miscellate in un vortice di velocità violenta e schizzoide che picchia come una mattonata in pieno volto, riuscendo al contempo ad essere abbastanza personali da rimanere impresse e riconoscibili immediatamente, risultato non da poco in un genere come questo. Per gli appassionati di hardcore davvero estremo e di fastcore, una perla.
Voto: 8,5

Tracklist:
01. Fool
02. Dust To Dust
03. Time Dead
04. Contamination
05. Blade Of The Heart
06. Futile
07. Pain
08. Self
09. Who The Helpless (cover Kuro)
10. Cheap
11. Nothing Matters
12. Sarin Attack
13. Drown
14. Negative FX (cover Negative FX)
15. Fear
16. Gunned Down
17. I'm So Saviour
18. Buried Alive
19. Broken Glass
20. Knuckle Sandwich
21. Tunnel Vision
22. Grieve
23. Goodbyes
24. Disinfect
25. Anxiety Bound
26. Disaster (cover Confuse)
27. Outro

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StessoSporcoSangue - "Passività Urbana"

 
 
Fondati da due ex Senza Tregua, gli SSS sono palermitani e decisamente cazzuti. I testi, tutti in italiano, si accompagnano ad un sound di matrice old school decisamente americana, più influenzato dalla seconda ondata che dalla prima (Suicidal Tendencies, DRI e altre band che hanno, per la prima volta, fatto congiungere hardcore e metal negli USA), quindi velocità, riff sparati e una voce urlata che trasmette bene l'energia di cui ha bisogno questo genere per essere credibile. I pezzi tendono ad assomigliarsi un po', ma la cosa non pesa troppo sull'album anche se rischia di renderlo ripetitivo alle orecchie di un ascoltatore che non sia appassionato di questo specifico di sound; la composizione dei testi, diretti al punto, rende comunque bene, anche se con alcuni momenti un po' piatti e che dicono poco, rendendo determinate canzoni dei proiettili: la titletrack, "LAV" e "Quante Volte" su tutte. Facendo un bilancio definitivo, l'album fila liscio e martella bene sui tasti giusti per essere un carico di potenza, a volta plastica o un po' scontata, ma comunque d'impatto più che sufficiente per essere godibile più volte.
Voto: 7
 
Tracklist:
01. Passività Urbana
02. Esclusi
03. Sogni Infranti
04. LAV
05. Il Teatro Dei Forti Bagliori
06. Vittime E Carnefici
07. C'è Del Marcio In Vaticano
08. La Conca D'Oro
09. Quante Volte
10. Cemento E Manganelli
 
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venerdì 15 febbraio 2013

50 Lions - "Nowhere To Run"

 
 
Prendete i Terror di "One With The Underdogs", accorciate i pezzi e semplificateli, ed ecco i 50 Lions, band australiana che prova a proporre un solido hc sul trend nazionale che ha infiammato gli USA intorno al 2000: hardcore lento, tamarro, pieno di cori e distorsioni da metal prese dagli anni '90, dove i mid tempo e gli stacchi da mosh si sprecano. In quest'ambito è già di per sè difficile far emergere la propria eventuale originalità e/o personalità, ma nella stragrande maggioranza dei casi diventa un esercizio di violenza fine a sè stessa, perfetta per gli appassionati del genere ma noiosa per chiunque altro, e questo succede anche per "Nowhere To Run"; il gruppo cerca di mantenere la tensione, le canzoni corte aiutano, ma non si sfugge al senso di ennesima riproposizione dello stesso vecchio materiale riscaldato.
Voto: 6

01. Weren't Here
02. Play All Lines
03. For The Rats
04. Wake
05. Life In The Dogbox
06. Time To Regret
07. Collect Win
08. Dream Result
09. 7th And 5th
10. Nose Dive
11. Where's The Gold
12. El Rollo

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venerdì 8 febbraio 2013

Formaldehyde Junkies - "Are A Total Wreck"

 
 
Negli ultimi 10 anni vi è stato un ritorno nostalgico, negli USA, sulle sonorità della vecchia scuola americana, andando così a recuperare riff, suoni e idee da gruppi ormai diventati leggendari e riportando in auge un suono semplice, aggressivo e lineare. Il problema è quando manca l'originalità per evitare un semplice copia e incolla dal passato, cosa che i Formaldehyde Junkies non provano nemmeno a fare, limitandosi a riproporre i Necros con 30 anni di ritardo e suonando un hardcore così piatto, prevedibile e privo di un qualsiasi guizzo di originalità che la tanto sbandierata fedeltà all'old school non riesce assolutamente a fare da salvagente per qualcosa che puzza di vecchio e scopiazzato. Troppo ovvio, anche per i fan più sfegatati.
Voto: 3/4

Tracklist:
01. Road Hazard
02. Shitty Life
03. Poison Control
04. Total Wreck
05. Nuke The Facts
06. Repressed

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domenica 3 febbraio 2013

By All Means - "By All Means 7""

 
 
Iniziavano gli anni '90 ed uciva la prima stampa in assoluto dei By All Means, autori di un positive hardcore pesantemente contaminato dall'old school italiana, un esordio su 7", 4 brani discretamente lunghi per il genere (due superano senza problemi i 3 minuti di durata) e carichi di energia e furore. Il gruppo è in grado di destreggiarsi con pezzi veloci cui vengono inframmezzati passaggi che vengono fuori direttamente dall'Italia dei primi anni '80, con strani incroci melodici e mid tempo all'mericana che certamente lasciano un po' spiazzato l'ascoltatore che si ritrova tra le mani una miscela di un sacco di influenze differenti. Gli emiliani sono comunque in grado di gestire le proprie ambizioni e riescono a non dare l'impressione di mischiare cose a caso ma, anzi, di saper maneggiare al meglio le influenze subite; i testi in italiano costituiscono un punto debole in qualche punto, a causa di certi passaggi banali e/o deboli a livello compositivo ma tutto sommato il demo rimane un buona uscita, curiosa e che può dare innumerovoli spunti d'interesse ai fan dell'hardcore a 360 gradi.
Voto: 7

Tracklist:
01. Sto Cercando Qualcosa
02. Intorno A Noi
03. By All Means
04. Sulla Tua Pelle

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giovedì 31 gennaio 2013

Affluente - "Libera Fame"


 
Gli Affluente sono uno dei gruppi più longevi attualmente in circolazione in Italia e questo LP del 2006 ha rappresentato l'addio ufficiale del cantante Cannella dal gruppo che aveva contraddistinto con uno stile vocale particolare e immediatamente riconoscibile. Reduce da un album importante e popolare come "T.S.O.L.", il gruppo si è trovato di fronte alla non facile impresa di tenere testa alle aspettative dei fans e questo è stato il risultato: hardcore punk pesantissimo, contraddistinto da testi impegnati e originali e da una base strumentale che, mentre si rifà chiaramente all'old school americana, riesce ad inserire spunti personali e travolgenti, con stacchi rallentati ma tesi e angosciosi e riprese spaccaossa che sono un inno al mosh, condensando così nelle canzoni un'essenza di pura violenza unita alla capacità di far pensare l'ascoltatore attraverso testi che mostrano chiaramente lo sforzo profuso nello stenderli ma anche la volontà di colpire immediatamente senza scadere nel banale, intelligenti e ben congeniati, incentrati sulle problematiche dell'uomo all'interno della società capitalista e cantati con una tale furia da scolpirli immediatamente all'interno del cranio. Non ci sono cali di tono o soluzioni facili, tutto il disco è un bombardamento che lascia esausti e sfiniti, ma consapevoli di essere di fronte a uno dei migliori dischi del primo decennio del 2000.
Voto: 9/10

Tracklist:
01. Dentro Me
02. Un Elegante Bocca Democratica
03. Piano Anti-Genesi
04. News Management
05. L'Insieme Formale Del Vissuto
06. Libera Fame
07. Segnato A Dito Ovunque
08. Privatizzazione Della Guerra
09. Pratiche Dell'Artificio
10. Spettacolo Del Buon Governo
11. La Sovranità Del Riso
12. Stato Di Guerra Permanente
13. Morte In Arrivo
14. La Totalità Del Niente
15. Insieme

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sabato 19 gennaio 2013

The Misfits - "Land Of The Dead EP"



Ancora una nuova formazione per i Misfits, stavolta stile "all star band" con Dez Cadena alla chitarra (Black Flag) e Robo alla batteria (Black Flag e, per un periodo di circa un anno, già in una delle prime formazioni della band di Lodi, New Jersey), oltre che Jerry Only al doppio ruolo di voce e basso, unico sopravvissuto del gruppo originale. Abbandonate le tentazioni heavy metal/punk rock anni '90 che avevano contraddistinto la prima reunion, il terzetto cerca di recuperare le radici che lo resero leggendario nei primi anni '80, e gli ingredienti per il tentativo ci sono tutti: i riff suonano molto simili a quelli di "Walk Among Us" e anche la voce di Only è abbastanza emulativa rispetto a Danzig, bassa e con uno stile da operetta italiana, quasi; la vera differenza che si rimarca in maniera abbastanza precisa tra i primi dischi dei Misfits e questa copia carbone è l'ispirazione, qui decisamente latente, con 2 pezzi semplici, troppo identici in tutto e per tutto alle produzioni di 30 anni fa, non c'è nemmeno il provare a staccarsi da quella che si è rivelata una formula vincente, certo, ma che, riproposta oggi, attraverso il cervello e non lascia nessun segno, anche se sono piacevoli da sentire e scorrono via lisce come l'olio. Tante vale ascoltarsi i VERI Misfits.
Voto: 5

Tracklist:
01. Land Of The Dead
02. Twilight Of The Dead

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mercoledì 16 gennaio 2013

Slapshot - "The Same Mistake EP"

 
 
L'implosione della scena bostoniana con il fallimento di SS Decontrol, DYS e Negative FX partorì per reazione gli Slapshot,con componenti che provenivano dagli ultimi 2 gruppi citati. Straight edge, violenza e un sacco di attitudine erano gli elementi che mettevano alla base della loro musica e che sfociò, nel 1985, in un LP devastante come "Back On The Map"; questo EP è uscito nel 1988 e contiene solo 3 pezzi ma il sound del quartetto di Boston è talmente chiaro che bastano e avanzano per spiegarsi e lasciare il segno. Le canzoni non sono particolarmente veloci, anzi, e presentano influenze abbastanza evidenti che rimandano sia all'oi! americano, duro e grezzo, sia a vaghissimi accenni metal che si uniscono a un solido hardcore di riff da 3 accordi e distorsioni pesanti, formando una miscela di cori, tupa-tupa e voce roca a sbraitare ritornelli che sanno di slogan e pugni in faccia, preferendo creare un clima di tensione e durezza mentale piuttosto che sfogare tutto in velocità e impatto; ed in effetti, escludendo "Gilligan" che è un semplice canto da pub, la title-track è un mid-tempo che aspetta continuamente di esplodere liberando la violenza e poi non lo fa, lasciando quasi l'amaro in bocca per la carica accumulata, mentre l'opener, ripresa dai Negative FX, è più classica ma non per questo meno bestiale, con tutta l'energia che può avere un pezzo semplice suonato in maniera brutale.
Voto: 8

Tracklist
01. Might Makes Right (cover Negative FX)
02. Same Mistake
03. Gilligan

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giovedì 10 gennaio 2013

S-Contro - "Kings Of Fools"



La seconda prova degli S-Contro dopo un ottimo album come "America Assassina" è datata 2007 e non regge assolutamente il confronto con il predecessore. Anche qui la formula proposta è un oi!core che ricorda il sound spagnolo quanto a durezza e impatto e che musicalmente si presenta benissimo con riff sgranati e una batteria che tiene alti i ritmi, permettendo ai torinesi di mettere sul tavolo un disco dal punto di vista delle basi assolutamente pompato e carico; il problema si presenta nei testi che, a parte qualche buon episodio isolato e che non si estende nemmeno a brani completi, sono totalmente vacui, banali e che puzzano assurdamente di già sentito, se non di ingenuità nella semplicità dei concetti e nella stesura degli stessi, cosa che demolisce tutta la costruzione del disco, rovinandolo.
Voto: 4,5

Tracklist:
01. Oggi Comandiamo Noi
02. Amicizia E Lealtà
03. Razzismo
04. Campioni Di Cosa?
05. Kings Of Fools
06. Zombie
07. Ma Che Cosa Resta Di Noi
08. Hardcore Punk

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venerdì 4 gennaio 2013

Deers HC - "Demo"



L'esordio dei modenesi Deers si inserisce nell'onda di revival old school mischiato con forti dosi di new school che trova i suoi portabandiera negli Attrito e che negli ultimi anni ha trovato notevole fortuna in Italia. L'influenza percebile è direttamente quella della band trentina in tutti e 4 i pezzi del demo, cantati in italiano e contrassegnati da una discreta capacità tecnica, forse sacrificata dalla qualità della registrazione che pur non essendo da buttare sacrificare il basso alle percussioni e lascia un impressione di piattezza del suono; musicalmente rimangono, purtroppo, molto attaccati al palo, proponendo soluzioni già sentite e abituali di questo sottogenere e che lasciano poco il segno, la voce regge bene la prova, urlando testi che si notano e che mostrano un impegno nella stesura, pieni di rabbia, (soprattutto le prime 2 tracce "Autodefinirsi" e "Fuckin' Hell") che rialza il livello del disco rispetto al piattume compositivo rischiato ma intelligentemente evitato: il gruppo, infatti, pur suonando sempre troppo simile ad Attrito e compagni per lasciare un vero segno, stendono ottime premesse per un seguito più approfondito e personale.
Voto: 6

Tracklist:
01. Autodefinirsi
02. Fuckin' Hell
03. Bombe Mediatiche
04. Flesh Wound

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lunedì 31 dicembre 2012

Nido Di Vespe - "Il Giorno Che Siamo Tutti Morti"

 
 
Il ritorno dei Nido, quartetto dedito alla velocità più devastante da Lucca. Dopo un esordio, "Il Belpaese Attacca, La Cittadinanza Tace" contraddistinto da un suono debitore al thrashcore e imbevuto di forti dosi di umorismo e sarcasmo, questo nuovo LP si segnala per le pesanti influenze dal grindcore e dal fastcore che consegnano nelle mani dell'ascoltatore 10 pezzi che sono puro acciaio martellato nel cervello tra atmosfere cupe e furiose: velocissime, con continui stacchi e cambi di riff (la capacità tecnica dei toscani aiuta decisamente in questo frangente a confezionare canzoni varie e con ottime trovate all'interno) e senza un solo stacco di tensione che possa far riprendere fiato. La scuola è decisamente americana, molto plastica e poco spazio per il casino che viene rigorosamente tenuto a freno a vantaggio di un impatto più affilato e potente; i testi, pur mantenendo un approccio che può sfociare occasionalmente in un umorismo amaro, sono ben studiati, ben fatti e hanno quasi un lato poetico che rinfocola la rabbia che questo LP trasmette, peraltro ottimamente sputati fuori dallo scream isterico del cantante che non cede un secondo e contribuisce a confezionare pezzi devastanti come "Ho visto l'inferno", la title-track e "Paura E Rumore": lavoro quindi qualitativamente ottimo, suonato alla perfezione e frutto di un lungo studio, tra le migliori uscite del 2012.
Voto: 9/10

Tracklist:
01. Fame
02. Ho Visto L'Inferno
03. Metà Strada
04. Storie Senza Tempo (Louvre)
05. Il Giorno Che Siamo Tutti Morti
06. Tu Sei La Bufera
07. Paura E Rumore
08. Solo Per Sapere
09. Non Concesso
10. Il Dritto Di Chicago (cover Fred Buscaglione)

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venerdì 14 dicembre 2012

Dead Kennedys - "In Gow We Trust Inc."


 
Il passaggio di mezzo tra il leggendario "Fresh Fruit For Rotten Vegetables" e il meno epico "Frankenchrist", un EP di 8 pezzi furiosi, riff taglienti e distorti, con voce lancinante di Biafra a lanciare slogan e a sputare sarcasmo sull'intera società. Tutte le canzoni sono abbastanza veloci (fatta eccezione per "We've got a bigger problem now" che è una riproposizione dub di "California uber alles"), grezze anche se tecnicamente ben fatte e rappresentano uno degli apici della violenza della prima ondata di hardcore americana, oltre che della personale produzione dei Dead Kennedys. Pezzi migliori: l'inno "Nazi punks fuck off", "Hyperactive child" e l'opener "Religious vomit"
Voto: 10

Tracklist:
01. Religious Vomit
02. Moral Majority
03. Hyperactive Child
04. Kepone Factory
05. Dog Bite
06. Nazi Punks Fuck Off
07. We've Got A Bigger Problem Now
08. Rawhide

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domenica 2 dicembre 2012

Fight For Change - "More Than Drug Free"

 
 
I portoghesi Fight For Change incarnano perfettamente il sound del positive hardcore sviluppatosi negli anni '90, a seguito dell'evoluzione del suono creato da Youth Of Today, Slapshot e colleghi. In ritardo di qualche anno (questo demo d'esordio è del 2001), affrontano onestamente il loro compito e mettono insieme 6 tracce facili facili, con ritornelli che entrano in testa e riff plastici, le discrete capacità di esecuzione permettono se non altro di avere canzoni ben fatte e che, anche non variando granchè e scadendo talvolta nell'anonimato, sono piacevoli da sentire e si imprimono bene a fondo nell'ascoltatore grazie alle scelte musicali che creano ritmi da carica. Tutto molto classico e molto tradizionale, i pezzi migliori rimangono l'opener "We still believe, una dichiarazione d'amore per l'hardcore, "Your addiction" e la title-track che va a chiudere il disco, con una dichiarazione d'intenti ben più che chiara.
Voto: 6/7

01. We Still Belive
02. Your Addiction
03. Set Them Free
04. Good Looking People
05. I Resist
06. More Than Drug Free

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mercoledì 28 novembre 2012

BUTAxWARMA - "Penjara Bukan Solusi"

 
 
I BUTAxWARMA sono indonesiani e innamorati del sound old school americano, di cui tentano di seguire le orme, attraverso mid tempo da mosh pit e accelerazioni incazzate. Purtroppo il loro progetto presenta diversi punti deboli, primo tra tutti la voce del cantante che manca di qualsiasi attributo di potenza o carisma, anzi, è stridula e ben poco convinta (e i cori non sono meglio), il riff è abbastanza banale e i passaggi in cui cercano di spezzare il ritmo risultanso talmente già sentiti da poter essere previsti a occhi chiusi. Le parti strumentali fanno quindi il loro dovere, ma non si staccano dal palo per fare alcunchè che possa suonare anche minimamente personale, e, come già detto, la voce rovina il resto; scongliato anche agli appassionati di positive hc, prendono uno stereotipo e lo peggiorano in un susseguirsi di canzoni che non rimangono in mente più del tempo dell'ascolto, senza che una si distingua dall'altra.
Voto: 3
 
Tracklist:
01. DAKON Crew!
02. Hadapi Hidup Ini
03. Matilah Kau (2° version)
04. Matilah Kau
05. Penjara Bukan Solusi
06. R.C.H.C. Family

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venerdì 23 novembre 2012

Kompost - "Demo"



Esordio su cd per i veneti Kompost che si propongono con una grezzissima miscela di crust, dbeat e HC orientato all'Inghilterra. Mixando insieme Disrupt, Doom e Warcollapse e tenendo tutto insieme con una serie di riff rugginosi e metallici che rimandano agli anni '80 dell'hardcore portano avanti un demo lento, pestato e senza attimi di tregua, trovando momenti più originali della maggioranza degli altri gruppi nuovi che suonano questo genere; nessuna concessione alla melodia o all'alleggerimento del mix che prosegue a martellate dissonanti e ritmate come una marcia di guerra.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Vorrei Non Essere Umano
02. Al Patibolo
03. Psichiatria
04. Virtual Death
05. Anossia
06. Fame! (cover Berserk)
07. Videocrazia

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