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lunedì 18 agosto 2014

Kalashnikov Collective/Contrasto - "Come il soffitto di una chiesa bombardata"


 
Un incontro tra pesi massimi del punk italiano, quello tra i milanesi Kalashnikov Collective, in giro dai primissimi anni 2000 e che hanno in catalogo come ultima uscita un pregevole 7" quale "Vampirizzati Oggi", e i romagnoli Contrasto, reduci dall'uscita di quello che considero il miglior disco del 2012: "Tornare Ai Resti", anche loro in giro da ormai quasi 20 anni. Il 10" (benefit per i compagni No TAV) si compone di sette pezzi, tre per i Kalashnikov, di cui solo uno effettivamente suonato (il primo e il terzo sono un intro e un outro separati) che segue il solito filo stilistico che li caratterizza fin dalla nascita: tastiere, sintetizzatori, chitarre vagamente alla Iron Maiden e una voce femminile estremamente espressiva e angosciante che si rincorre attraverso le cavalcate lanciate dagli strumenti, con un testo che però non è sicuramente tra i migliori che abbiano composto fino ad ora. Al quarto pezzo iniziano invece i Contrasto e si entra nella parte migliore del disco, quattro canzoni che confermano ancora la band come tra i portabandiera dell'hardcore italiano, capaci di rinnovarsi e di comporre lyrics che coniughino messaggi pensati e compositi con la capacità di caricare come un calcio in faccia chi li ascolta. Dopo "Nullo Mazzesi, partigiano", una strumentale con sopra un discorso registrato dello stesso Mazzesi, il gruppo ci accoglie con la titletrack che inizia con un attitudine che ricorda "Questa non è forse guerra" (presente su "Tornare Ai Resti") per poi partire in un massacrante tupa-tupa che lascia ben poco all'immaginazione, accompagnato da un testo quasi intimista al primo ascolto; seguono poi "Cento fiori son sbocciati" (a riprendere uno degli slogan dell'Autonomia all'indomani del 7 aprile 1979) e "Politica e rivoluzione" (che cita testualmente un libro scritto da Prospero Gallinari e altri compagni in polemica con certe parti del movimento proletario dell'epoca) e sono sicuramente i pezzi migliori, un appello ai combattenti, si potrebbe definirlo, carico di rabbia ma non fine a sè stessa, la straordinaria capacità sopraccitata di riuscire ad unire una certa qual "propaganda" (mi si perdoni il termine) con la più carica energetica che il punk hardcore può trasmettere, ecco, qui è al suo apice. Ricordando sempre che "logoro è il potere/logora è l'azione!".
Voto lato Kalashnikov: 7
Voto lato Contrasto: 10

Tracklist:
01. Un Futuro Radioso
02. Chi Sta In Alto Dice "Questa E' Pace, Questa E' Guerra"
03. Hitler Con Gli Occhiali A Specchio
04. Nullo Mazzesi, Partigiano
05. Come Il Soffitto Di Una Chiesa Bombardata
06. Cento Fiori Son Sbocciati
07. Politica E Rivoluzione

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sabato 19 gennaio 2013

The Misfits - "Land Of The Dead EP"



Ancora una nuova formazione per i Misfits, stavolta stile "all star band" con Dez Cadena alla chitarra (Black Flag) e Robo alla batteria (Black Flag e, per un periodo di circa un anno, già in una delle prime formazioni della band di Lodi, New Jersey), oltre che Jerry Only al doppio ruolo di voce e basso, unico sopravvissuto del gruppo originale. Abbandonate le tentazioni heavy metal/punk rock anni '90 che avevano contraddistinto la prima reunion, il terzetto cerca di recuperare le radici che lo resero leggendario nei primi anni '80, e gli ingredienti per il tentativo ci sono tutti: i riff suonano molto simili a quelli di "Walk Among Us" e anche la voce di Only è abbastanza emulativa rispetto a Danzig, bassa e con uno stile da operetta italiana, quasi; la vera differenza che si rimarca in maniera abbastanza precisa tra i primi dischi dei Misfits e questa copia carbone è l'ispirazione, qui decisamente latente, con 2 pezzi semplici, troppo identici in tutto e per tutto alle produzioni di 30 anni fa, non c'è nemmeno il provare a staccarsi da quella che si è rivelata una formula vincente, certo, ma che, riproposta oggi, attraverso il cervello e non lascia nessun segno, anche se sono piacevoli da sentire e scorrono via lisce come l'olio. Tante vale ascoltarsi i VERI Misfits.
Voto: 5

Tracklist:
01. Land Of The Dead
02. Twilight Of The Dead

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mercoledì 21 novembre 2012

S-Molest - "La Nostra Vita"

 
 
Secondo disco dei romani S-Molest, che rimangono sulla traccia di un punk inglese d'inizio anni '80 mischiato con dell'oi! leggero e veloce, con una distorsione pulita e riff semplici e melodici. 8 canzoni messe giù in fretta, una dopo l'altra, conditi con ritornelli orecchiabili e cori sparsi per tutto l'album; i punti deboli emergono però già al primo ascolto: testi che risultano banali e poco curati, un esecuzione strumentale che non regge la formula che viene proposta e rende molti dei pezzi sgraziati e faticosi da ascoltare, in quanto saltano immediatamente all'orecchio. Più  cura nella scelta delle soluzioni da adottare di volta in volta, meno leggerezza nella stesura dei testi (risultano un po' buttati li, comunque riuscito "Skinhead San Lorenzo") e maggiore coscienza delle proprie capacità avrebbe contribuito a rendere migliore un disco che risulta invece messo insieme un po' troppo velocemente e senza sufficiente lavoro dietro. Piacevole per certi versi ma anche dimenticabile.
Voto: 4

Tracklist:
01. Il Giuramento
02. Machinata Tour
03. La Mia Vita
04. Un Consiglio
05. Il Lupo
06. Skinhead San Lorenzo
07. Giornalista
08. Prima O Poi

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lunedì 5 novembre 2012

GG Allin & The Scumfucs - "Eat My Fuc 7""

 
 
Fare ordine nella discografia di GG Allin, fondatore di decine di gruppi diversi e autore di un infinità di dischi dalla produzione poco chiara, è tutto fuorchè facile; questo "Eat My Fuc" rappresenta la prima uscita con gli Scumfucs, demo che sarebbe poi stato integrato con altre 6 canzoni e ripubblicato come album con un altra copertina. E' il primo gruppo dopo i Jabbers, per quello che sarebbe poi passato alla storia come il vero "re del punk", un uomo che fece della provocazione e della violenza gratuita le parole d'ordine per la sua vita, finita con un overdose nel 1993; i 5 brani qui contenuti sono una miscela fantasiosa e vivace di punk'n roll anni '70 che passa da testi osceni ("Hard candy cock") ad altri ben più seri e profondi ("Out for blood") con la stessa disinvoltura con cui il gruppo riesce a conciliare le anime più diverse di una musica che prende dagli Stooges come dai Dictators, dalle New York Dolls come dai Dead Boys, distaccandosi dalle radici glam che avevano contraddistinto i Jabbers; il riffing è caldo e coinvolgente, marcio e pulsante di vita,  la voce di GG, ancora pulita, si accompagna bene e riesce ad essere varia e ad avere punti di presa potente sull'ascoltatore nella semplicità scarna e cruda delle canzoni, dure e scattanti insieme. Una pietra miliare del punk e di un percorso artistico che annovera capolavori e dischi orrendi messi gli uni accanto agli altri con indifferenza.
Voto: 8,5

Tracklist:
01. Hard Candy Cock
02. Out For Blood
03. I Don't Give A Shit
04. Drink, Fight And Fuck
05. Convulsion

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mercoledì 3 ottobre 2012

White Lung - "It's The Evil"




Uno ben strano incrocio quello effettuato dai White Lung, voce femminile, riffing che si richiama pesantemente ai '70 e una ritmica semplice quanto efficace. In certi momenti richiamano la Boston di GG Allin, influenzata da un sound più moderno e psicotico, che fa affidamento alle sperimentazioni degli anni '90 in materia di elettronica, per un sound freddo e distorto che pesca anche dal rock fuori dal circuito commerciale. Pur non essendo molto pesante a livello generale, l'album è stordente e le buone intuizioni che si presentano sono annegate tra passaggi troppo ripetitivi (forse volutamente così) e idee meno riuscite. Per essere un esordio mostra comunque i segni di una possibilità di crescita decisamente interessante.
Voto: 5,5

Tracklist:
01. Viva La Rat
02. Atlanta
03. Sleep Creep
04. Two Seen
05. Elf/546 Kid
06. Psychoholic
07. Shoot
08. Loose Heels
09. Like Dad
10. Tale
11. Wild Failure

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domenica 19 agosto 2012

Obi-Wan Kanblo Mi - "Episode IV: A New Dope"




Recupero l'esordio del combo ska punk springfieldiano Obi-Wan Kanblo Mi (di cui avevo già recensito la seconda demo) e che conferma le impressioni che mi aveva dato "Episode V: The Empire Smokes Crack", e cioè che il gruppo ha nelle vene, fin dal principio, una miscela di ska e punk allegro, tirato e semplice, capace di indurirsi all'improvviso per poi rilassarsi altrettanto velocemente.
Il suono è meno duro del successore e tende decisamente di più verso atmosfere jamaicane che invadono le orecchie dell'ascoltatore, con l'immediatezza compulsiva che è tipica del genere, rinfrescato dalle succitate immissioni di punk che rendono questo EP d'esordio datato 2009 sempre piacevole e più apprezzabile anche per chi non ha il callo su questo tipo di musica.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. My Place Or Yours
02. Make A Difference
03. Black Pack Pants
04. Ska Into Gold

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domenica 25 marzo 2012

The Rabble - "The Battle's Almost Over"



C'è poco da dire sullo street punk ormai, le tematiche son le stesse degli Exploited di 30 anni fa, così come i riff che potrebbero essere dei Total Chaos come dei Dishonour Squad (per semplificare il discorso). Questa produzione del 2007 ricorda proprio questo, ha un odore di stantio e di stanco, come di una musica che abbia esaurito completamente idee e spirito d'inventiva, perdendo così un proprio motivo d'essere; purtroppo l'entusiasmo o la passione del gruppo (che ha anche una discreta fama internazionale) non può fare da stampella a un disco imperniato su un genere che è morto, a meno che a suonarlo non siamo gruppi di un livello superiore alla media, come gli SS Kaliert. Agli appassionati piacerà, in quanto è energico e veloce, agli altri lo sconsiglio.
Voto: 4

Tracklist:
01. Seeking
02. Salvation
03. Sick & Tired
04. Blood & Whiskey
05. Bored
06. Tommy Was...
07. The New Generation
08. This World Is Dead (feat. Mark Unseen)
09. Devil's Highway
10. The Battle
11. Step Back
12. Wasted Days
13. Zombies
14. Dead End
15. Start Again
16. City Of Sin

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domenica 18 marzo 2012

Mediatrocity - "Your Destruction Will Be Not Televised"



Pregevole disco di crack rock (unione di ska, punk e hc per chi non lo sapesse) uscito nel 2010, per gli inglesi Mediatrocity, quartetto di Norwich che si dedica alla riscoperta ottimale di un genere solitamente abusato e suonato in maniera mediocre e ben poco originale, soprattutto in quest'ultimo periodo. Quest'album segue a breve distanza l'EP (di livello più basso) uscito l'anno prima, e con 13 canzoni ottimamente registrate sigla la qualità e l'inventiva compositiva della band, che riesce a maneggiare alla perfezione i vari generi uniti, facendo spiccare le qualità e le peculiarità di ognuno, costruendo il tutto su una solida base di ska classico in levare, senza limitarsi a risuonare vecchi pezzi dei Leftlover con una distorsione diversa, ma cercando di unire influenze molto diverse e provare ad andare avanti con qualcosa di nuovo. Le tracce sono abbastanza lunghe, ma non annoiano ("You call them heroes" che è anche il miglior pezzo dell'album dura più di tre minuti abbondanti) grazie alla buona strutturazione e alla discreta esecuzione, a parte una batteria limitatissima, che azzoppa tutta la ritmica, limitandosi ad un ruolo basilare e di puro sfondo. Spazio a parte per i testi che uniscono critiche sociali vere e proprie ad atteggiamenti più ironici e caustici (come "Hippie critical", che si dimostra anche un buon pezzo), dimostrandosi intelligenti e curati.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Intro
02. You Call The Heroes
03. Pain Into Power
04. Pick Your Poison
05. Eagles Claws
06. Hippie Critical
07. Broken Britain
08. Inglorious Basterds
09. 911
10. Minimun Wage Mafia
11. Save Yourself
12. Waste Of Society
13. Promised Land

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sabato 25 febbraio 2012

Misfits - "American Psycho"



Nel 1997 quest'album segnò il ritorno dei Misfits sotto il segno dei fratelli Caiafa (alias Jerry Only e Doyle Wolfgang Von Frankestein) dopo l'imbarazzante esperimento dei Krist The Conqueror. Alla voce mancava il fondatore ed icona Danzig, cui era subentrato Michael Graves, alla sua prima esperienza in studio col gruppo, e già questo etichettò il disco come una trovata commerciale per rispolverare una vecchia gloria del punk made in U.S.A. Ed in effetti le somiglianze con i Misfits originali scarseggiano, a parte la grande influenza di cinema e letteratura di serie B sui testi, sono scomparse sia le atmosfere cupe e retrò, sia la radice più marcatamente punk, per lasciare spazio a un punk rock estremamente anni '90, a tratti powerpop e a tratti quasi metal, molto melodico e più commerciale, seppur carico di energia e vitalità. Di certo non raggiungono i livelli della loro vecchia incarnazione, e la caratterizzazione smaccatamente più venduta infastidisce parecchio, rendendo troppe canzoni piatte e "già sentite" in qualche altro gruppo punk rock di basso livello, ma non si può negare che certi pezzi siano di discreta qualità, come "Hate the living, love the dead", "Speak of the devil" e "Shining", da ascoltare sempre tenendo ben presente che a parte il nome e a quanto accennato prima, non è lo stesso gruppo, e non ha nè lo stesso livello nè la stessa attitudine.
Voto: 5/6

Tracklist:
01. Abominable Dr. Phibes
02. American Psycho
03. Speak Of The Devil
04. Walk Among Us
05. The Hunger
06. From Hell They Came
07. Dig Up Her Bones
08. Blacklight
09. Resurrection
10. This Island Earth
11. Crimson Ghost
12. Day Of The Dead
13. The Haunting
14. Mars Attacks
15. Hate The Living, Love The Dead
16. Shining
17. Don't Open 'Till Doomsday
18. Hell Night

sabato 11 febbraio 2012

Intothebaobab - "Intothebaobab"



Il progetto a parole è buono, con un unione di hc, ska, new wave, street punk e influenze senza problemi di limitazioni, lasciando libero spazio alle idee. Il problema sta nella realizzazione di pezzi che non sanno assolutamente di nulla, troppo dispersive e senza una vera direzione, con testi vuoti e pretenziosi, che lasciano con niente in mano. Peccato.
Voto: 4

Tracklist:
01. Intro Alè
02. Eutanasia A Medicina
03. Luce Nera
04. Mangiatortellini
05. Movimenti
06. Nichilpunk
07. Luridi Maiali
08. Serrature Sui Muri
09. Niente Pesante
10. Disadattato
11. Pogo Sociale
12. Trans-Nuclear-2084
13. E mo'?
14. Animali A Forma Di Caramella
15. Superpunk
16. Animal Liberation Front

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venerdì 25 novembre 2011

Skarmento - "Musica Anti-Sistema"



Come tutte le band della Galizia, anche gli Skarmento cantano esclusivamente in lingua madre, traducendo persino le cover qui presenti di Cock Sparrer ed Exploited in galiziano, appunto. Nonostante il nome possa trarre in inganno, non sono affatto un gruppo ska, bensì suonano uno street punk molto vicino al sound delle origini, melodico e mai troppo aggressivo, anche se incalzante e mediamente veloce stile Ultima Sacudida e Tiro Na Testa. Tecnicamente discreti, filano liscio per 16 pezzi senza scossoni o sorprese, con assoli spalmati e quella distorsione che puzza distintamente di Gran Bretagna; i temi sono improntati a fondo sul sociale, evitando però slogan e proclami politici sbandierati (a differenza dei connazionali Mencer Vermello), fatto esclusione per la presa di posizione chiaramente antifascista e antiautoritaria, tipica del genere. Nessuna grossa sorpresa, non ce la si aspettava nemmeno, d'altronde.
Voto: 6

Tracklist:
01. Home Mata Home
02. Deixa A Cerveza
03. Intereses De Estado
04. Desaparecidos
05. Frustracion, Odio E Ignorancia
06. Vento Mareiro
07. Vales Mas
08. Santiago De Chile (cover Silvio Rodriguez)
09. Ojala
10. Estan Ardendo As Ruas (cover Cock Sparrer)
11. Non Queria Traballar
12. Tiro Na Testa
13. Futuro Negro
14. Recuerdas
15. Anti Todo
16. Morte Al Rey (cover Exploited)

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sabato 8 ottobre 2011

Obi-Wan Kanblo Mi - "Episode V: The Empire Smokes Crack"

 
 
Ska punk band americana al suo secondo freschissimo EP (2011) , si gioca tutto sull'energia musicale e sull'ottimo lavoro dei fiati che sono registrati ottimamente e messi in risalto sulla composizione generale. Il gruppo rimane sempre in equilibrio tra i 2 generi (eccezione per "Sock Hop mosh" decisamente ska) e riuscendo quasi a "dividerli" in sezioni separate per ogni brano per poi fonderli e confoderli. L'opener e la seconda traccia sono più decisamente lanciate, per introdurre l'ascoltatore nell'atmosfera del disco che prosegue poi con "Razor's dead crew" che ha una gran parte finale e costituisce il miglior pezzo dell'EP, a chiudere pensano invece la succitata "Sock Hop mosh" e "Grey skull", anche quest'ultima lanciata e quasi rabbiosa in certi passaggi. Una bella conferma per il gruppo di Springfield, Illinois, magari non impegnato ma di sicuro divertito.
Voto:6,5

Tracklist:
01. Ridin' The Bus
02. Let's Go Skate!
03. Razor's Dead Crew
04. Sock Hop Mosh
05. Grey Skull

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lunedì 26 settembre 2011

CCCP Fedeli Alla Linea - "Ortodossia II"



La storia della musica alternativa italiana passa di qui. "Ortodossia II" è il semplice rifacimento di "Ortodossia" con l'aggiunta di un brano e precede di poco l'album di esordio del gruppo di Reggio Emilia. Un EP di 4 canzoni che si muove tra una forte impronta soft-punk molto personale e tendenze new wave con  sound moderno, testi impegnati e voglia di sperimentare. Le basi dei CCCP sono già ben chiare e il passo che li porterà a "1964-1985 Affinità-Divergenze Fra Il Compagno Togliatti E Noi Del Conseguimento Della Maggiore Età" si presagisce già. Le composizioni sono estranianti, con la voce di Ferretti ripetitiva, monotona e cantilenante su una musica quasi futurista, e sono il vero marchio di fabbrica di un gruppo che è ormai leggenda.
 Voto: 9

Tracklist:
01. Live In Punkow
02. Mi Ami?
03. Spara Jurij
04. Punk Islam

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venerdì 23 settembre 2011

P38 Punk - "Vittime E Carnefici"

 

Ultimo capitolo per i P38 Punk che nel corso della loro carriera hanno unito il punk originale con il suono new wave dei CCCP Fedeli Alla Linea. "Vittime E Carnefici" demarca la loro svolta più decisa verso l'oi! e il suono anni '80 sporco e pompato e non per caso la scelta della cover è passata dai sopraccitati CCCP ai Rough. Le canzoni sono più aggressive e incisive, a partire dalla title-track che apre con un ottimo testo il disco, "Patria fottiti" è il secondo pezzo e richiama gli Uart Punk con un sound street e malato, "Me so' rotto er cazzo" è forse l'apice di tutto il disco, cui segue "Borghesi" con un inizio modificato rispetto all'originale e a chiudere 3 brani che richiamano le origini musicali del gruppo suggelando così il gran lavoro del combo romano.
Voto: 7/8

Tracklist:
01. Vittime E Carnefici'
02. Patria Fottiti
03. Me So' Rotto Er Cazzo
04. Borghesi
05. Molotov
06. Stalingrad
07. Crisi

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mercoledì 21 settembre 2011

BrainDead - "Weapon Of The Weak"



La third wave ska è stata rovinata da band che si sono appropiate del nome come NOFX e Green Day avendo ben poco a che fare con il punk e ancor meno con lo ska originale, i BrainDead invece riprongono questo genere svalutato in maniera nuova e decisamente più apprezzabile. Mighty Mighty Bosstones, Clash, Specials, Bad Brains e Exploited sono le solide basi di questo gruppo tedesco che confeziona "Army Of The Weak" come una miscela di elementi ben fatti e cazzuti con cui divertirsi ma anche propugnare un messaggio sociale ben preciso (cosa già fatta nello split targato 2006 con i Civil War), dando un aria di improvvisazione ma anche di cura, per quanto sembri paradossale, all'album che risulta così fresco e spontaneo. Spaziando tra più generi il gruppo si permette botte di violenza come in "Merch moralia" e "T.I.N.A." in un'atmosfera prettamente ska e con dei buoni pezzi come "One track mind" e "Pointing fingers". Non sarà un lavoro essenziale ma è fatto parecchio bene.
Voto: 7

Tracklist:
01. It Won't Be Drawn
02. To You, The Answer Is No
03. Comin' To Terms
04. Slash And Burn
05. T.I.N.A.
06. One Track Mind
07. Ask A Question
08. Scream When You Burn
09. (This Is) The Dead End
10. City Of Trasgression
11. Keep Your Delusion Alive
12. Pointing Fingers
13. Merch Moralia
14. Internalized
15. To This Day
16. Bright Lights, Dirty Dubs

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sabato 3 settembre 2011

Inquieto Vivere - "Demo"


Il disco è del 2009 ma avrebbe potuto essere benissimo del 1982. Il sound, la registrazione e i riff sono tutti della Torino di quel periodo. Se anche non fosse presente una loro cover, l'influenza dei Blue Vomit di Luca Abort si sente chiara e pesantissima sulle composizioni, con tematiche simili e un cantante parecchio simile in molti punti; infatti gli Inquieto Vivere inseguono le atmosfere decadenti e oppressive di quel punk 77 malato e psicotico che era proprio dei torinesi, e per 5 canzoni (cover inclusa, ovviamente) ci riescono bene: "Strimpella male" apre il demo chiarendo subito le idee agli ascoltatori, riff semplici, registrazione pessima e tanta attitudine, si prosegue con "Immagini di morte" e "Veleno" che seguono le stesse coordinate, mentre la terza canzone "La stanza dell'insonnia" è indubbiamente il pezzo migliore tra questi 5, lento, claustrofobico e che rimane in testa come una nenia; a chiudere tutto "Vivo in una città morta" che dice tutto quello che c'è da sapere sul gruppo che ancora non si fosse capito. Alla fine rimane l'impressione di un buon risultato (peccato per i testi di cui si sente ben poco), un po' ripetitivo e un po' troppo ispirato a certi gruppi, ma è comunque un esordio di discreto livello.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. Strimpella Male
02. Immagini Di Morte
03. La Stanza Dell'Insonnia
04. Veleno
05. Vivo In Una Città Morta (cover Blue Vomit)

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sabato 13 agosto 2011

SS-Kaliert - "Addiction"



Street punk tedesco, veloce e corposo, questo fanno gli SS-Kaliert (tutto fuorchè neo-nazisti) e "Addiction" è il loro secondo album. E' un assalto fatto di grida rauche, cori nei ritornelli, assoli e riff graffianti e concisi che cambiano spesso all'interno della stessa canzone, impendendo così all'ascoltatore di annoiarsi ma anche di provare cali di tensione, ed evitando di ripetere il solito schema musicale di migliaia di altri dischi di questo genere. Non che il gruppo sia esente da una certa ripetitività in certe cose, soprattutto da un pezzo all'altro, ma almeno prova a evitarle, e pezzi come "Until we strike back" e "International chaos" sono decisamente buoni, riuscendo a conservare una buona carica e tirando fino alla fine.
Voto: 7

Tracklist:
01. Welcome
02. Ich Hasse Dich
03. Make War Not Love
04. Until We Strike Back
05. #19
06. Sucht
07. Talking
08. Wahres Feindbild
09. International Chaos
10. Unheilbar
11. Der Kafig

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domenica 24 luglio 2011

Disordine Mentale - "Morirete"


Targato 2006 questo album d'esordio dei Disordine Mentale, band milanese, si classifica il peggior disco che abbia mai sentito. Dopo questa premessa analizziamo le canzoni; il primo pezzo parte con un riff scoppiazzato dai Los Fastidios, con un testo abbastanza banale e uno dei due cantanti che va fuori tempo, il secondo è abbastanza semplice e forse per questo è ascoltabile, nel terzo batteria e voce vanno abbastanza a caso e riffing e tempi sono copiati dagli Skruigners (il peggior gruppo di punk italiano di sempre). Gli altri 3 (compresa la cover dai succitati Skruigners) sono la ripetizione di questo schema, errori strumentali, uno dei vocalist che è imbarazzante, copiature e testi banali.
Voto: 2

Tracklist:
01. Ancora Un'Altra Guerra
02. Rabbia
03. Perdere Il Controllo
04. Solo Per Voi
05. Anarchia
06. Alcool (cover Skruigners)

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mercoledì 20 luglio 2011

Jakal - "Kick The Debris"



Altro EP per i Jakal che stavolta si spostano decisamente più sullo ska. alleggerendo le influenze punk rock degli inizi e inserendo barlumi di Clash attraverso i pezzi. "All over London town" è qualcosa di spettacolare, ben composta e intessuta in maniera ragionata senza tuttavia stancare. Infatti il gruppo è vistosamente alla ricerca di una maggiore complessità (inserimento di una seconda voce, pezzi più strutturati, cambi di riff improvvisi...), profondità e impatto nei componimenti e centra il bersaglio in gran parte delle volte. "Panopticon" è un gran bella canzone, aggressiva e veloce, con dei gran bei passaggi e dei cori ben fatti; "Sundown roots" e "Border" sono le tracce più classicamente ska di tutto l'EP (a parte un passaggio di quest'ultima) e quelle un pochino più scontate, ma non dispiacciono affatto. Un altro episodio di qualità, quindi, per questa ottima band inglese.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. All Over London Town
02. Kingdom
03. Panopticon
04. Sundown Roots
05. Border

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venerdì 15 luglio 2011

Jakal - "Nation Infection"



Una solida conferma, dopo l'EP di esordio, per questo gruppo ska che ora confeziona un altra uscita, stavolta di 5 canzoni, tutti pezzi veloci, che non annoiano e mostrano una certa decisione a comporre musica di una certa qualità. Episodi migliori: senza dubbio "Roots alibi" con ottimi giri di basso e passaggi ben congegniati per passare dallo ska a un punk più deciso (com'è solito nello stile della band) senza che nulla stoni e "Force fed", pezzo già presente nell'EP di esordio "Fore Fed" insieme a  "Boredom trail", ora decisamente più punk rock, esattamente come "21"; non a caso queste 2 canzoni rappresentano i punti più prevedibili del disco. Rimane "One bruise" che nonostante un inizio un po' forzato riesce a svilupparsi comunque in un pezzo niente male, vivace e melodico. Per il resto la band mantiene i suoi elementi caratteristici e continua a confezionare un ottimo ska, con lo spirito del '69!
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Force Fed
02. One Bruise
03. Roots Alibi
04. 21
05. Boredom Trail

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