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venerdì 25 gennaio 2013

Double Me - "Demo 2013"



3 minuti e 24 secondi per 6 canzoni, per presentare un EP di powerviolence basterebbe limitarsi a questo. I veneti Double Me però ci mettono energia e passione e riescono a non fermarsi alle solite sfuriate di velocità che ormai da 20 anni sono diventate la sigla ricorrente di questo genere e che spesso copre la mancanza di qualsiasi idea originale. La formazione comprende figuri già passati in gruppi di una certa importanza come Antisexy, Eat You Alive e Fuser, quindi non manca l'esperienza che porta a confezionare tracce potenti e cazzute, non vengono disdegnate influenze dall'hardcore americano con mid tempo abbastanza drastici e, facendo propria la lezione dei Weekend Nachos, che a riff più classici affiancano raffiche di blast beat sparate in faccia all'ascoltatore, si lanciano in un mix grezzo e primitivo, quanto basta per farne una lama sonora, mentre il cantato abbastanza grezzo e selvaggio aiuta a conferire al tutto un atmosfera ancora più letale. I pezzi migliori sono "Medusa" che è piazzata in mezzo al demo e lo sostiene con una potenza primordiale  e il pezzo di chiusura "Conspiracy of mediocrity" che che ha quasi echi di Insult e della scuola americana più brutale.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Salvation
02. Chinaski Postal Accademy
03. Medusa
04. Raphael's Suicide
05. Envy Of Death
06. Conspiracy Of Mediocrity

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lunedì 31 dicembre 2012

Nido Di Vespe - "Il Giorno Che Siamo Tutti Morti"

 
 
Il ritorno dei Nido, quartetto dedito alla velocità più devastante da Lucca. Dopo un esordio, "Il Belpaese Attacca, La Cittadinanza Tace" contraddistinto da un suono debitore al thrashcore e imbevuto di forti dosi di umorismo e sarcasmo, questo nuovo LP si segnala per le pesanti influenze dal grindcore e dal fastcore che consegnano nelle mani dell'ascoltatore 10 pezzi che sono puro acciaio martellato nel cervello tra atmosfere cupe e furiose: velocissime, con continui stacchi e cambi di riff (la capacità tecnica dei toscani aiuta decisamente in questo frangente a confezionare canzoni varie e con ottime trovate all'interno) e senza un solo stacco di tensione che possa far riprendere fiato. La scuola è decisamente americana, molto plastica e poco spazio per il casino che viene rigorosamente tenuto a freno a vantaggio di un impatto più affilato e potente; i testi, pur mantenendo un approccio che può sfociare occasionalmente in un umorismo amaro, sono ben studiati, ben fatti e hanno quasi un lato poetico che rinfocola la rabbia che questo LP trasmette, peraltro ottimamente sputati fuori dallo scream isterico del cantante che non cede un secondo e contribuisce a confezionare pezzi devastanti come "Ho visto l'inferno", la title-track e "Paura E Rumore": lavoro quindi qualitativamente ottimo, suonato alla perfezione e frutto di un lungo studio, tra le migliori uscite del 2012.
Voto: 9/10

Tracklist:
01. Fame
02. Ho Visto L'Inferno
03. Metà Strada
04. Storie Senza Tempo (Louvre)
05. Il Giorno Che Siamo Tutti Morti
06. Tu Sei La Bufera
07. Paura E Rumore
08. Solo Per Sapere
09. Non Concesso
10. Il Dritto Di Chicago (cover Fred Buscaglione)

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sabato 6 ottobre 2012

Extortion - "Demotape"



Gli Extortion sono i portabandiera dell'area più estrema della musica underground australiana, autori di dischi che hanno superato senza alcun problema l'isolamento oceanico e hanno contribuito a fare del loro nome una certezza per i fan del powerviolence/fastcore. Questo demotape rappresenta l'inizio della loro carriera, 9 canzoni profondamente influenzate dall'hardcore di scuola americana, Boston in testa; voce roca e urlata, riff taglienti e sbattuti giù a martellate, tra cambi di tempo fulminei e distorsioni tagliate con l'accetta, per un risultato grezzo e granuloso. L'unione di influenze che vanno dai Dropdead ai SS Decontrol, dai Poison Idea ai Black Flag, permette al gruppo di Perth di presentarsi senza timore di avere punti deboli, con un hardcore talmente pesante da lasciare annicchilit, anche se ancora lontani dal "purismo" PV di un album come "Sick".
Voto: 8,5

Tracklist:
01. My Own Two Feet
02. Fuse
03. Extortion
04. A Step In The Wrong Direction
05. Pull The Pin
06. Derailed
07. Not Now, Not Ever
08. Repeat
09. Fistfight

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giovedì 26 luglio 2012

TxCxAx - "Abhorrence"



14 tracce e una sola supera il minuto e mezzo. Classico identikit per bands powerviolence, e i russi TxCxAx (Teenage Christ's Adventure) non fanno eccezione, salvo mischiare al PV un po' di thrashcore di stampo statunitense genuino su tracce che odorano di maestri come i R.A.M.B.O., per portare avanti canzoni che sono per lo più incentrate sull'ironia e lo sfottimento generale. Quello che manca sono le idee per rendere i pezzi un po' più interessanti oltre alla risata che ci può essere ascoltando i testi e/o leggendo i titoli, risultando quindi un disco noioso che lascia pochissimo nella testa dell'ascoltatore. Puntare tutto sull'energia a volte non basta, se non si riesce a dispiegarne abbastanza da produrre un impatto che sia almeno notare.
Voto: 4/5

Tracklist:
01. I Hate You
02. Hope For A Bright Future
03. Take Your Shit Back
04. I Saw A Drowned Man... It Was Jesus
05. Some Hardcore Bands Make Me Barf
06. Fucking Ufo Ate My Pizza
07. When Was The Last Time You've Read A Book?
08. Benedick XVI
09. Our Scene Is Splendid
10. My Dad Listen To Slayer
11. Sell Your Mother And Buy Spazz Vinyls
12. Star Wars Is Just Good Film Series
13. Moshing Like A Pussy
14. Detestation

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giovedì 14 giugno 2012

Sylvester Staline/Fuck The Facts - "Split"




Split del 2003 e aprone i francesi Sylvester Staline con ben 9 canzoni (sulle 13 totali) di powerviolence estremamente americano sulle tracce degli Infest e del fastcore più brutale; sono pochi gli spazi che lasciano respiro in questo lato, se non quando la band decide di scherzare come in "You smell like teen spirit", facendo il verso ai Nirvana. Un aggressione sonora abbastanza omogenea, quindi, niente picchi di spettacolarità ma neanche cadute eccessivamente scabrose. A continuare sono i Fuck The Facts, grindcore female fronted band canadese, con sole quattro canzoni estremamente "atmosferiche" (nel limite del possibile) ma che con estrema facilità si spostano sul fronte di un aggressione uditiva di tutto rispetto, anche se la mancanza di veri e proprio brani originali lascia un po' dubbiosi, le due cover scelte sono abbastanza colte e metalliche (Unholy Grave e Death), trasfigurate in una nuova veste (poca riuscita per quella che riguarda il gruppo di Schuldiner) che dovrebbe donargli un aggressività fresca. Peccato quindi per il mediocre risultato messo insieme dai canadesi, dopo un inizio di tutto rispetto.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. Do It Yourself (Sylvester Staline)
02. 300 Years Of War (Sylvester Staline)
03. I Love Lost And Found (Sylvester Staline)
04. Washington DC Killer (Sylvester Staline)
05. Pussy For My Possee (Sylvester Staline)
06. Need To See Your Karate Club Card (Sylvester Staline)
07. You Smeel Like Teen Spirit (Sylvester Staline)
08. Emo Is The R'n'B Of Hardcore (Sylvester Stalyne)
09. It's Really Cool To Be A Punk (Sylvester Staline)
10. The Transformation (Fuck The Facts)
11. Confession (cover Unholy Grave) (Fuck The Facts)
12. Empty Words (cover Death) (Fuck The Facts)
13. What I Am (Fuck The Facts)

Download (il sito è nuovo ma dovrebbe funzionare, in caso di problemi commentate sotto)

domenica 3 giugno 2012

Chest Pain - "EP"



I Chest Pain si proposero a inizio carriera con questo primo EP senza titolo, sfoderando un powerviolence con influenze "eccellenti", che vanno dai Siege agli Hatred Surge passando per Punch e Infest. La formula è essenziale: blast beat e rallentamenti da mosh pit ignorante, voce urlatissima e una bella distorsione aggressiva; niente di nuovo, quindi,  sotto il cielo del Texas (patria di altri grandi bands del genere, vedasi Mindless e i già citati Hatred Surge), la tradizione americana del PV è rispettata in pieno anche nel riffing, le canzoni sono semplici e orecchiabili e il risultato è dignitoso grazie all'energia selvaggia dispiegata in ogni secondo dalla band.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. North Coast Wizard Violence
02. S.O.B. Story
03. Wasted Effort
04. Wage Assist The Machine
05. Gandhi 2
06. Behold The Infinite Meaninglessness
07. Nihilgasm
08.  Embrace Despair
09. Biscuit's Blues
10. Getting Old

domenica 13 maggio 2012

Entendeu? - "Demo"



Gli Entendeu? suonano una commistione tra trashcore furioso e un powerviolence alla Spazz, tutta roba molto old school e molto incazzata. Nel 2009 esce questo demo, 4 pezzi violenti e furiosi, velocissimi e con stacchi da mosh duro e puro, formula semplice semplice e che non delude mai, un mix di velocità e impatto ben riuscito, anche se non quanto l'altra uscita che porta la loro firma "Praia Grind" (in recensione a breve).
Voto: 6/7

Tracklist:
01. Danny Glover
02. O Troco
03. Viagem Infinita
04. Um Piano Nacabe

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venerdì 6 aprile 2012

Conga Fury - "Never Die"



Ultra-veloci, ultra-furiosi, ultra-violenti. I Conga Fury sono questi, hardcore punk con iniezioni di thrashcore, powerviolence e fastcore, per rendere il tutto ancora più demente e aggressivo, in puro stile giapponese. 22 canzoni che arrivano come colpi di mitragliatrice senza alcuna pausa, sporchissime e con influenze dalle scene sud americane, mattone su mattone con un riffing micidiale. Il problema è che è tutto qui, sotto la velocità niente, come un esercizio di stile, quasi come se fosse un semplice test per vedere fin dove si può arrivare senza cadere nel noise; sicuramente dal vivo sono un gruppo devastante, capaci di trascinare e pompare il pubblico, ma su stereo non hanno senso, purtroppo, in quanto si appiattiscono e sembrano, appunto, una semplice propaggine innecessaria di un genere che controlla i suoi limiti.
Voto: 5

Tracklist:
01. Two Virgins
02. Against War Pt. 1
03. Against War Pt. 2
04. Marionette
05. Just Hugged
06. Creation
07. Your Personal
08. Family Blood
09. For Tomorrow
10. Total Fury
11. Darkness
12. Anguish Heart
13. Do It
14. True News
15. Summer Time Blues
16. Easy Come Easy Go
17. Say Goodbye
18. Hell
19. New World
20. Part Of Big Gear
21. Why
22. Never Die

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domenica 25 marzo 2012

Gripe - "The Future Doesn't Need You"



Un demo equilibrato tra l'hardcore più duro e furioso, il grindcore e il powerviolence; equilibrio che porta a confezionare un disco di una portata d'attacco e aggressività veramente notevole. Velocità e spazi da mosh ignorante e cazzuto, alternati sotto una linea di vocale che cambia dal growl (poco usato in realtà) allo scream, con l'unico obbiettivo di martellare in maniera sempre più micidiale e letale per le orecchie dell'ascoltatore. Negative Approach, Spazz e Napalm Death, in un mix impietoso e che piacerà ai cultori della musica più devastante, rumore e violenza.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Eatr Bot
02. Go For The Throat
03. History Of Violence
04. Just Fucking Die
05. Pigs In Shit
06. Prison Tycoon
07. The Future Doesn't Need You
08. Universal Stupidity

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domenica 29 gennaio 2012

XbrainiaX - "Deprogrammed"



Gli XbrainiaX tornano in studio nel 2010 per registrare questo LP, successore del disco, uscito a inizio 2009, contente tutte le registrazioni del gruppo e pubblicato con il nome di "Hail Fastcore". Questo invece è un album fatto e finito, ancora 31 canzoni (lo stesso numero di "Disgrace To The Corpse Of Eric Woods") di un bestiale powerviolence/fastcore, primitivo e lineare, arricchito da numerose trovate per sfuggire alla sempre più incombente ripetitività di un genere che sembra aver dato tutto, ma che grazie a gruppi come gli XbrainiaX riesce ancora a martellare. La produzione è davvero eccellente e non penalizza, come troppo spesso accade, la potenza messa in campo dal gruppo, mettendo insieme influenze che hanno nome importanti come Spazz, Disrupt e Anal Cunt, in un susseguirsi di furia e potenza, con un riffing spaventoso e una carica memorabile.
Voto: 8

Tracklist:
01. The True Religion of Broken Necks
02. Vigilante
03. Faith Mask
04. No Love Lost
05. Kids Say The Darnedest Things
06. Acrid
07. Baptism In Glass
08. Desert Power
09. Altered
10. Decaf
11. Candidate For A New Faith
12. We Are The Monster
13. Sirens
14. Blatant Localism
15. Rosary Noose
16. Solanum
17. Good To The Last Drop
18. Secede
19. The Audacity Of Hope
20. Fuck The Swindlers
21. Clandestine Operation
22. Our Thing
23. This Is...
24. Moral Vacancy
25. Kralizec
26. Trichinosis I
27. Trichinosis II
28. Trichinosis III
29. Friend Request Denied
30. Eroding
31. Deprogrammed

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mercoledì 28 dicembre 2011

Kent Brockman/Massick - "Split 9""



Robustissimo split tirato e pompato (almeno nelle intenzioni), generato dall'unione di forze di due gruppi abbastanza giovani ed energici. I Kent Brockman sono più indirizzati sul PV,uniscono 2 voci, di cui uno in scream, abbondano con i mid tempo e riff piazzati ogni tanto che rasentano il grindcore, per 7 canzoni veloci e tutte abbastanza prevedibili, senza sforzarsi di superare gli stereotipi del genere. I Massick integrano giri vicini al crust con un miscuglio hardcore/PV, che lascia però lo spazio a intermezzi melodici molto anni '90 che lasciano interdetti e spezzano un sacco l'andamento del disco. Con la loro originalità ben calibrata anche se appare forzata, alle volte, salvano questa uscita che sarebbe stata condannata dalla totale uguaglianza con decine di altri album di altrettanti gruppi poco fantasiosi. Il loro lato è più difficilmente apprezzabile (anche se un po' pretenzioso con certe immisioni di strumenti che non centrano a livello immediato), soprattutto da chi è abituato ai generi "ortodossi", ma rimane il migliore ed è decisamente su un altro livello, anche se non certamente troppo superiore.
Voto: 5

Tracklist:
01. An Everyday Of Occurence (Kent Brockman)
02. May(hem) (Kent Brockman)
03. Taste Is The Enemy Of Art (Kent Brockman)
04. No Comprehansion (Kent Brockman)
05. Your Politics (Kent Brockman)
06. University Anecdotes (Kent Brockman)
07. Outro (Kent Brockman)
08. Sigfried And Roy (Massick)
09. Lack Of Power (Massick)
10. Fiftyfive (Massick)

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domenica 4 dicembre 2011

Short Walk - "Don't Be One"



Gli Short Walk suonano una specie di powerviolence estremamente grezzo e con forti influenze da gruppi quali Ceremony e Extortion. Classica formula di velocità e pezzi brevi, con riff da mosh violento ma, caso strano, pochi cambi di tempo in perfetto stile anni '90, per confezionare un disco bello pulito e lineare, che non riserva certo delle sorprese e probabilmente non ci prova neanche, pescando dall'hardcore e in certi punti dal thrashcore. La concretezza e la semplicità della band sono il loro punto forte, in quanto non cercano nuovi mezzi espressivi, innovazioni o espedienti per variare qualcosa, ma si limitano a creare un sound già conosciuto che però riesce ancora a suscitare qualcosa, se alla base c'è la convinzione, come in questo caso. Quindi, stand up and mosh!
Voto: 6/7

Tracklist:
01. Too Sick To Mosh
02. Retail Retard
03. Dude Machine
04. I'm Boring, Fuck You
05. Hot Head
06. Icy Hot
07. In Between Time
08. Uggs (Kill Yourself)
09. 5 Speed
10. PV POV
11. Clean For Fun
12. North Face Hardcore

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mercoledì 23 novembre 2011

Vaccine - "Crimes In Blood"



Il pezzo più lungo di questo EP dura esattamente 41 secondi, quindi potete farvi un idea di quale sia la formula dei Vaccine; hardcore ultraveloce pompato da robustissimi innesti powerviolence in un vortice di violenza e furia distruttiva. Il gruppo è una specie di all stars band, con ex membri di Orchid, Glue e Relics, nonostante questo non si adagia sugli allori di una fama plastificata, dando così alle stampe "Crimes In Blood" (preceduto da un demo e dall'ottimo "Human Hatred") che non solo è, come già detto, un carico di devastazione, ma anche musicalmente curioso e discretamente originale nelle composizioni, cosa che non guasta mai.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Hidden History
02. No Chance
03. Hell On Earth
04. Patriot
05. Drug War

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sabato 19 novembre 2011

Yacøpsae/Massgrav - "We Are The Yacøpsae And You Suck!/Oh, Shit!"



Uno split dal gelo nordico di Danimarca e Svezia, e i nomi dei gruppi coinvolti sono già di per sè una certezza. I pezzi sono solo 4 e sono tutte cover (Gang Green, Verbal Abuse, Eddie Meduza, Los Crudos) ripiegate sullo stile solito delle 2 bands; gli Yacøpsae che reinterpretano "Let's drink some beer" però non valgono quanto il rifacimento in chiave powerviolence di un pezzo rock'n roll come "Sossial-demokraterna" e questo stabilisce già da che parte pensa la bilancia in questo disco ambivalemente diviso tra hardcore e appunto PV alla scandinava. Purtroppo le canzoni sono davvero pochine, anche perchè rifatte con questo stile il minutaggio risulta ancora minore, e quindi rimane un che di insoddisfatto per la durata del brevissimo attaccato portato alle orecchie da due formazioni già ampiamente riconosciute e che confezionano questo disco esclusivamente come personale tributo alle loro primarie fonti d'ispirazione.
Voto: 7

Tracklist:
01. Let's Drink Some Beer (cover Gang Green) (Yacøpsae)
02. I Hate You (cover Verbal Abuse) (Yacøpsae)
03. Sossial-Demokraterna (cover Eddie Meduza)
04. Mördare (Los Crudos) (Massgrav)

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    domenica 6 novembre 2011

    California Love - "Reaping The Whirlwind"



    I California Love sono una band dedita al powerviolence che si è già fatta un nome grazie a un buon EP di debutto a cui fa seguito questo "Reaping The Whirlwind" che ripete la stessa formula di velocità portata avanti a forza di blast beat e riff grattugiati nelle casse. Cantato rauco ai limiti del growl più ignorante, supportato da una formazione altrettanto decisa e rozza, che per 11 tracce si impegna ad aggredire musicalmente, sulle tracce di Mind Eraser e Charles Bronson con testi pesanti (quando sono comprensibili) e un attitudine portata al filo della violenza cieca. I rallentamenti appena accennati contribuiscono a lasciare ancora più stordito l'ascoltatore che viene travolto da un carico che congiunge tutti gli elementi necessari a confezionare un blocco di pesantezza hardcore semplice ed essenziale.
    Voto: 6/7

    Tracklist:
    01. Inherit The Earth
    02. Human Unkind
    03. Under The Crosses
    04. Aversion Therapy
    05. Inflictor
    06. Stumble To Failure
    07. Approaching Oblivion
    08. Of Flesh
    09. Legacy
    10. Wolf Feast

    lunedì 17 ottobre 2011

    Burned Up Bled Dry - "Cloned Slaves For Slaves"



    I Burned Up Bled Dry compongono un assalto sonoro completo, assemblando powerviolence, hardcore, hatecore e grindcore anni '90 in un unico blocco da scaraventare in faccia a chi ascolta i loro dischi. Non c'è alcuna pietà, nessuna tregua e nemmeno uno spazio lasciato all'ascoltatore che passa in continuazione tra passaggi tesissimi e classiche sfuriate, venendo caricato a dovere da una band che sa ciò che fa e lo dimostra alla grande. Menzione d'onore per la cavalcata HC che è "No more" è che puzza distintamente di Boston e di old school.
    Voto: 6/7

    Tracklist:
    01. Cloned Slaves For Slaves
    02. Wash Your Own Hands
    03. Code Red
    04. Burning Red
    05. Count On Yourself
    06. A.G.P.T.L.
    07. Below Zero
    08. You'll Be A Moviestar
    09. No More
    10. Broken Heart - Broken Mind
    11. Outro

    lunedì 10 ottobre 2011

    Capitalist Casualties/Straight Edge Kegger - "Split"



    I Capitalist non hanno bisogno di alcuna presentazione essendo una delle colonne portanti della scena powerviolence globale, con un sound personale e primitivo che si riconosce subito anche nelle 5 loro canzoni (tutte senza titolo) presenti in questo split con i texani Straight Edge Kegger; 5 pezzi potenti che chiariscono le idee a chi avesse avuto dubbi sulla band dopo la sua assenza (questo disco, uscito senza una laber e senza una data precisa, rappresentò il primo lavoro dei Capitalist Casualties a 6 anni di distanza dallo split con i Macabre) . Quanto ai S.E.K. il loro sound si è parzialmente evoluto in una mistura di PV/thrashcore decisamente più violento e d'impatto dell'harcore punk sentito nella collaborazione con i Gruk, evoluzione che però ha compromesso l'animo estremamente marcio della band che confeziona ben 7 pezzi grezzi e lineari, senza alcun compromesso ne tregua per l'ascoltatore.
    Voto: 7/8

    Tracklist:
    01. Track 1 (Capitalist Casualties)
    02. Track 2 (Capitalist Casualties)
    03. Track 3 (Capitalist Casualties)
    04. Track 4 (Capitalist Casualties)
    05. Track 5 (Capitalist Casualties)
    06. Track 1 (Straight Edge Kegger)
    07. Track 2 (Straight Edge Kegger)
    08. Track 3 (Straight Edge Kegger)
    09. Track 4 (Straight Edge Kegger)
    10. Track 5 (Straight Edge Kegger)
    11. Track 6 (Straight Edge Kegger)
    12. Track 7 (Straight Edge Kegger)

    giovedì 15 settembre 2011

    Kill A Celebrity - "Grindslaughter"



    Di certo maturati dopo lo split con gli Anal Discharge, i grinder Kill A Celebrity danno alle stampo un album di tutto rispetto. Grindcore/powerviolence australiano rumoroso e violento come si deve, con grandi intuzioni a livello compositivo che evitano a "Grindslaughter" di diventare l'ennesima copia in serie del genere. Tra le infuenze sicure Napal Death, Brutal Truth e Extortion, per un mix letale di brutalità e stacchi più lenti che preparano anche meglio alle botte di velocità. La bassa preparazione tecnica rende il tutto più semplice ma anche più immediato (i mid-tempo di "American heroin" e "Grind of the everyday" sono la dimostrazione). Insomma, gran risultato.
    Voto: 7,5

    Tracklist:
    01. Hell Is Other People
    02. You're A Disease
    03. Pollute, Rape, Decay
    04. Binary God
    05. American Heroin
    06. Sterile Existence
    07. Grind Of The Everyday
    08. Jesus Ate My Baby
    09. The Engine Of Death
    10. Fecal Matter Makes Suprisingly Good Lubrificant
    11. Paris Hilton's Head On A Fucking Stake
    12. Cobretti

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    venerdì 9 settembre 2011

    XbrainiaX - "Disgrace To The Corpse Of Eric Woods



    Powerviolence furioso e niente più. Un puro impulso distruttivo espresso da 31 canzoni in circa 10 minuti: riff serratissimi, batteria a fuoco e una voce che strilla e sputa disprezzo. Spazz, Capitalistic Casualties e No Comment (di cui è anche presente una cover di "Hacked to chunks") sono i riferimenti che più saltano alla mente ascoltando questo disco che è impatto genuino, con brani che molto raramente vanno oltre i 30 secondi e non lasciano all'ascoltatore un secondo di tregua. Già il titolo dell'album in se è esemplificativo del carattere dissacrante e violento della band (Eric Wood è il frontman di bands del calibro di Man Is The Bastard, Neanderthal e Bastard Noise, figura di riferimento nell'hardcore più estremo e inventore, per di più, del termine "powerviolence") e dice quanto basta a capire la band.
    Voto: 7/8

    Tracklist:
    01. Jaded, Twisted & Evil   
    02. The End   
    03. Intelligent Design Is Fucking Stupid   
    04. I Hate Myself, Blah Blah Blah   
    05. Shitting Where You Eat   
    06. A Song About Crusties (not a Hellnation cover)   
    07. Bananarama Bloodbath   
    08. Trekkie Killer   
    09. This Time It's Impersonal   
    10. All Killer   
    11. Nothing Punk   
    12. Book Burners (beware)   
    13. Too Late   
    14. Shanking The American Dream   
    15. Actually, Freedom Is Free   
    16. Mos Eisley   
    17. MSMP/Young Republicans Fuck Off   
    18. Admitting Defeat   
    19. Capitalist Have Nagasaki Wet Dream   
    20. Idiot Box   
    21. Bullet Hell   
    22. Sinking Your Flagship   
    23. My Way   
    24. Closed Mind, Clenched Fist   
    25. Lenny Kravitz Is His Answer   
    26. Kiss The Whip   
    27. B-beat   
    28. Pick Up Real Change   
    29. Revenge!   
    30. Believe It   
    31. Hacked To Chunks (cover No Comment)

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    sabato 3 settembre 2011

    Punch - "Punch LP"


    Una bomba dagli ex componenti dei Loma Prieta. 16 pezzi di violenza: fastcore, hardcore, powerviolence e break spaccaossa concentrati in un unico album, un risultato eccezionale che non lascia scampo a nessuno. Niente ripetitività, nessuna concessione. Immancabile.
    Voto: 10

    Tracklist:
    01. Don't Start
    02. Fuming
    03. Get Back
    04. Ol'Factory
    05. Right My Way
    06. If Not Me
    07. Been Here Before
    08. We're Not In This Together
    09. The Bad Times
    10. Make The Good Times That Much Better
    11. If You Can't Now You Never Could
    12. Break A Leg
    13. Rewrite
    14. Mending Is Better Than Ending
    15. Not So Posi After All
    16. Feminist, Don't Have A Cow

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