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lunedì 19 novembre 2012

Bauhaus - "Bela Lugosi's Dead EP"



Tra i padrini della new wave più dark, influenzati dal post punk e da atmosfere decadenti e allucinate, questo loro esordio con due brani mostra il lato oscuro dell'Inghilterra: i Bauhaus aprono con una title-track che rasenta i 10 minuti e contiene già in sè tutti gli elementi per poter essere una vera cifra stilistica della band britannica, i ritmi ossessivi, le dissonanze, la sperimentazione che rievoca lo spleen. Il cantato è stentoreo e ricorda una celebrazione funebre, la chitarra è angolosa e acida, essenziale e minimalista, interviene a colmare le atmosfere di elettricità, mentre basso e batteria costruiscono una base semplice e ripetitiva, per far risaltare ancora di più la lenta discesa della band verso l'introspezione e un senso di ipnotico stordimento. Due sole canzoni, lente e tese, sulla strada tracciata da Joy Division e Birthday Party, ma senza rimanere al palo, sperimentali e fondamentali per migliaia di band a venire.
Voto: 8

Tracklist:
01. Bela Lugosi's Dead
02. Boys

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martedì 19 giugno 2012

Kalashnikov - "Vampirizzati Oggi"



Ribadisco ancora una volta la mia posizione rispetto a questo gruppo milanese: una delle più belle realtà che la scena punk italiana contemporanea possa presentare, una realtà da supportare e conoscere il più possibile. Questo 7" rappresenta l'ultima uscita in senso temporale ed è datata 2010, sono 4 tracce nel peculiare stile della band, una commistione quasi onirica ma al contempo aggressiva di anarcho punk di matrice inglese, influenze new wave e spunti dall'intero panorama dell'hc, dal d-beat all'old school. La voce nella registrazione perde d'intensità rispetto alle precedenti prove su disco, colpevole un appiattimento eccessivo in sede di mixaggio, le parti strumentali risaltano bene nella loro semplice complessità, dimostrando ancora una volta come si possa fare punk uscendo dai soliti 4 accordi ma senza sforare nel tecnicismo insulso seguito da troppi gruppi new school; a coronare il tutto ci sono i testi, segno distintivo del gruppo, curatissimi, profondi e carichi di impegno politico e sentimento, senza scadere nello slogan e/o nel banale. Presente anche una cover decisamente atipica degli ex compagni di split Ebola, impreziosita qui da un fine lavoro di tastiere.
Voto: 8

Tracklist:
01. Vampirizzati Oggi
02. Canzone D'Amore Spettrale
03. La Fabbrica Dei Morti
04. Il Vero Degrado E' L'Abitudine A Vivere (cover Ebola)

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domenica 11 dicembre 2011

Rockets From The Tomb - "The Day The Earth Met The..."



Gruppo attivo tra il 1974-1975 nella scena di New York, il disco racchiude i vari demo e alcuni pezzi live. Contraddistinti da una formazione estremamente instabile che si riflette anche sulle canzoni che raramente seguono una stessa linea da una registrazione all'altra sono uno dei più curiosi fenomeni dell'epoca. Un punk stralunato e psicotico con inserti melodici e deliranti, apprezzabile solo dagli intenditori che vogliono approfondire la conoscenza di quella che fu la scena generatrice di moltissimi gruppi tra cui Ramones, Dictators e Blondie, per nominare i più famosi. Altra curiosità è la presenza in alcune canzoni di Stiv Bators. O' Connor e Madanski, futuri membri dei Dead Boys (nel disco si trovano le primissime versioni di "Sonic Reducer", "Ain't It Fun", "Down In Flames", e "What Love Is It" e non solo) e di Laughner e Thomas che avrebbero poi fondato i Pere Ubu (anche "Life Stinks", "30 Seconds Over Tokyo" e "Final Solution" nelle loro versioni originali sono presenti nell'album). Una vera band-incubatrice per la futura esplosione del punk.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Raw Power (Cover Iggy & The Stooges)
02. So Cold
03. What Love Is
04. Ain't It Fun
05. Transfusion
06. Life Stinks
07. Muckraker
08. 30 Seconds Over Tokyo
09. Satisfaction (Cover Rolling Stones)
10. Sonic Reducer
11. Never Gonna Kill Myself Again
12. Final Solution
13. Foggy Notion
14. Amphetamine
15. Read It & Weep
16. Seventeen
17. Frustation
18. Down In Flames
19. Search & Destroy (Cover Iggy & The Stooges)

lunedì 26 settembre 2011

CCCP Fedeli Alla Linea - "Ortodossia II"



La storia della musica alternativa italiana passa di qui. "Ortodossia II" è il semplice rifacimento di "Ortodossia" con l'aggiunta di un brano e precede di poco l'album di esordio del gruppo di Reggio Emilia. Un EP di 4 canzoni che si muove tra una forte impronta soft-punk molto personale e tendenze new wave con  sound moderno, testi impegnati e voglia di sperimentare. Le basi dei CCCP sono già ben chiare e il passo che li porterà a "1964-1985 Affinità-Divergenze Fra Il Compagno Togliatti E Noi Del Conseguimento Della Maggiore Età" si presagisce già. Le composizioni sono estranianti, con la voce di Ferretti ripetitiva, monotona e cantilenante su una musica quasi futurista, e sono il vero marchio di fabbrica di un gruppo che è ormai leggenda.
 Voto: 9

Tracklist:
01. Live In Punkow
02. Mi Ami?
03. Spara Jurij
04. Punk Islam

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sabato 2 aprile 2011

Satan 81 - "Radioattività"


E' complesso giudicare un album di sole due canzoni, specie se questo lavoro rappresenta l'intera carriera del gruppo. Questo EP esce nell'81 e presenta un sound in bilico tra una new wave di cui all'epoca si fantasticava e basta, punk e rock. Di certo alla base c'era una preparazione tecnica non indifferente e anche i testi non sono niente male, quindi il contenuto è di certo interessante e curioso, peccato abbiano fatto solo questo, non riuscendo perciò a confermarsi.
Voto: 7

Tracklist:
01. Radioattività
02. Svacco

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sabato 26 febbraio 2011

No Trend - "Too Many Humans"


Un disco che colpisce per l'approccio profondamente nichilista e misantropo della band che non fa il minimo tentativo di ingraziarsi il pubblico, rifiutando anche la velocità, all'epoca tratto distintivo dell'HC. Sono 10 i pezzi che compongono questo album particolare, con riff che vanno dal punk più duro alla new wave senza una pausa mentre una voce strilla testi che colpiscono ogni bersaglio possibile ed escono dallo schema del genere, rifiutando ogni possibile concetto di movimento punk o di unità ("Fashion Tips For The 80's" è un ottimo esempio, il nome stesso del gruppo e la loro abitudine di attaccare in giro per le città volantini recanti le scritte "No Scene, No Movement, No Trend" sono significativi del disprezzo che provavano questi ragazzi per i loro "colleghi"). Un lavoro profondamente negativo a cui non sopravviveranno gli stessi No Trend ma almeno da ascoltare, non per il valore in se, in quanto è un disco pesante che può annoiare facilmente ma per scoprire un lato meno conosciuto della scena americana dell'epoca.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Family Style
02. Blow Dry
03. Reality Breakdown
04. Kiss Ass To Your Peer Group
05. Fashion Tips For The 80's
06. Do As You're Told
07. Too Many Humans
08. For The Fun Of It All
09. Mindless Little Insect
10. Happiness Is...

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