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martedì 2 aprile 2013

The Specials - "Ghost Town EP"


 
Un EP che, nel 1981, fece scalpore in Inghilterra per l'originalità dei suoni e il cinismo del testo della title track, una spoglia cronaca del lento declino dell'Inghilterra e della sua situazione sociale. A soli 4 anni dal loro debutto gli Specials sfornano 3 canzoni originali, con un sound estremamente personale e atmosferico, ricco di effetti e di trovate non convenzionali, che distanziano la band dal solito 2-tone ska che andava per la maggiore all'epoca; un occhio alla ballabilità e al ritmo dei pezzi e l'altro alla qualità, alla ricchezza della composizioni, impreziosite da cori e strane distorsioni. Una vera perla che nella sua brevità ci porta a conoscere un gruppo fondamentale in una delle sue migliori accezioni: melodie, ritmi ed emozioni fuse in tutt'uno che brilla a distanza di più di 30 anni.
Voto: 8,5

Tracklist:
01. Ghost Town
02. Why?
03. Friday Night Saturday Morning

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sabato 8 settembre 2012

Barricata Rossa - "... E Non Si Arrende!"



I Barricata Rossa venivano da Genova e hanno rappresentato la punta di diamante di un genere che andava a mischiare ska, oi! e dub sotto il segno di una fortissima politicizzazione, e per questo abbastanza particolare, soprattutto in Italia. Le tracce sono tutte molto melodiche, costruite su un riffing che va a prendere moltissimo dall'Inghilterra e dalle sue influenze jamaicane, i testi sono il punto centrale su cui è costruito l'album, staccandosi così da uno stereotipo che molto spesso porta i gruppi ska a comporre pezzi non impegnati, ma nonostante questo non sempre sono significativi e/o ben costruiti, e trattandosi, come già detto, del punto focale del disco, quando questi sono deficitari (e succede non troppo raramente) c'è un deciso calo di livello che si percepisce immediatamente. Rimane comunque un album piacevole da ascoltare, con molti buoni spunti (e qualche punto debole nella costruzione) e una capacità di stimolazione dell'ascoltatore, una cosa facilitata anche dall'accessibilità della formula sonora portata avanti dal gruppo.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. Intro
02. Cento Spari Nel Buio
03. Uno Contro Il Mondo
04. Corri Corri
05. Barricata Rossa
06. Con Un Ago, Con Il Piombo
07. Cuba Es Libre, Sin Cuba Nada Es Igual
08. 30 Giugno 1960
09. Hitzaile Demokrazia
10. Cani
11. Rabbiadub
12. Combat
13. Contessa

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domenica 19 agosto 2012

Obi-Wan Kanblo Mi - "Episode IV: A New Dope"




Recupero l'esordio del combo ska punk springfieldiano Obi-Wan Kanblo Mi (di cui avevo già recensito la seconda demo) e che conferma le impressioni che mi aveva dato "Episode V: The Empire Smokes Crack", e cioè che il gruppo ha nelle vene, fin dal principio, una miscela di ska e punk allegro, tirato e semplice, capace di indurirsi all'improvviso per poi rilassarsi altrettanto velocemente.
Il suono è meno duro del successore e tende decisamente di più verso atmosfere jamaicane che invadono le orecchie dell'ascoltatore, con l'immediatezza compulsiva che è tipica del genere, rinfrescato dalle succitate immissioni di punk che rendono questo EP d'esordio datato 2009 sempre piacevole e più apprezzabile anche per chi non ha il callo su questo tipo di musica.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. My Place Or Yours
02. Make A Difference
03. Black Pack Pants
04. Ska Into Gold

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domenica 18 marzo 2012

Mediatrocity - "Your Destruction Will Be Not Televised"



Pregevole disco di crack rock (unione di ska, punk e hc per chi non lo sapesse) uscito nel 2010, per gli inglesi Mediatrocity, quartetto di Norwich che si dedica alla riscoperta ottimale di un genere solitamente abusato e suonato in maniera mediocre e ben poco originale, soprattutto in quest'ultimo periodo. Quest'album segue a breve distanza l'EP (di livello più basso) uscito l'anno prima, e con 13 canzoni ottimamente registrate sigla la qualità e l'inventiva compositiva della band, che riesce a maneggiare alla perfezione i vari generi uniti, facendo spiccare le qualità e le peculiarità di ognuno, costruendo il tutto su una solida base di ska classico in levare, senza limitarsi a risuonare vecchi pezzi dei Leftlover con una distorsione diversa, ma cercando di unire influenze molto diverse e provare ad andare avanti con qualcosa di nuovo. Le tracce sono abbastanza lunghe, ma non annoiano ("You call them heroes" che è anche il miglior pezzo dell'album dura più di tre minuti abbondanti) grazie alla buona strutturazione e alla discreta esecuzione, a parte una batteria limitatissima, che azzoppa tutta la ritmica, limitandosi ad un ruolo basilare e di puro sfondo. Spazio a parte per i testi che uniscono critiche sociali vere e proprie ad atteggiamenti più ironici e caustici (come "Hippie critical", che si dimostra anche un buon pezzo), dimostrandosi intelligenti e curati.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Intro
02. You Call The Heroes
03. Pain Into Power
04. Pick Your Poison
05. Eagles Claws
06. Hippie Critical
07. Broken Britain
08. Inglorious Basterds
09. 911
10. Minimun Wage Mafia
11. Save Yourself
12. Waste Of Society
13. Promised Land

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sabato 8 ottobre 2011

Obi-Wan Kanblo Mi - "Episode V: The Empire Smokes Crack"

 
 
Ska punk band americana al suo secondo freschissimo EP (2011) , si gioca tutto sull'energia musicale e sull'ottimo lavoro dei fiati che sono registrati ottimamente e messi in risalto sulla composizione generale. Il gruppo rimane sempre in equilibrio tra i 2 generi (eccezione per "Sock Hop mosh" decisamente ska) e riuscendo quasi a "dividerli" in sezioni separate per ogni brano per poi fonderli e confoderli. L'opener e la seconda traccia sono più decisamente lanciate, per introdurre l'ascoltatore nell'atmosfera del disco che prosegue poi con "Razor's dead crew" che ha una gran parte finale e costituisce il miglior pezzo dell'EP, a chiudere pensano invece la succitata "Sock Hop mosh" e "Grey skull", anche quest'ultima lanciata e quasi rabbiosa in certi passaggi. Una bella conferma per il gruppo di Springfield, Illinois, magari non impegnato ma di sicuro divertito.
Voto:6,5

Tracklist:
01. Ridin' The Bus
02. Let's Go Skate!
03. Razor's Dead Crew
04. Sock Hop Mosh
05. Grey Skull

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mercoledì 21 settembre 2011

BrainDead - "Weapon Of The Weak"



La third wave ska è stata rovinata da band che si sono appropiate del nome come NOFX e Green Day avendo ben poco a che fare con il punk e ancor meno con lo ska originale, i BrainDead invece riprongono questo genere svalutato in maniera nuova e decisamente più apprezzabile. Mighty Mighty Bosstones, Clash, Specials, Bad Brains e Exploited sono le solide basi di questo gruppo tedesco che confeziona "Army Of The Weak" come una miscela di elementi ben fatti e cazzuti con cui divertirsi ma anche propugnare un messaggio sociale ben preciso (cosa già fatta nello split targato 2006 con i Civil War), dando un aria di improvvisazione ma anche di cura, per quanto sembri paradossale, all'album che risulta così fresco e spontaneo. Spaziando tra più generi il gruppo si permette botte di violenza come in "Merch moralia" e "T.I.N.A." in un'atmosfera prettamente ska e con dei buoni pezzi come "One track mind" e "Pointing fingers". Non sarà un lavoro essenziale ma è fatto parecchio bene.
Voto: 7

Tracklist:
01. It Won't Be Drawn
02. To You, The Answer Is No
03. Comin' To Terms
04. Slash And Burn
05. T.I.N.A.
06. One Track Mind
07. Ask A Question
08. Scream When You Burn
09. (This Is) The Dead End
10. City Of Trasgression
11. Keep Your Delusion Alive
12. Pointing Fingers
13. Merch Moralia
14. Internalized
15. To This Day
16. Bright Lights, Dirty Dubs

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lunedì 22 agosto 2011

Amy Winehouse - "The Ska EP"


Da parte della popstar inglese da poco morta un tributo in 4 canzoni allo ska inglese e agli artisti che l'hanno reso grande durante la prima ondata. La voce cupa e particolare della Winhouse si adatta bene a questi pezzi, aggiungendo quel tocco di r'n b morbido che le era proprio e che rappresentava il suo marchio di fabbrica, ma senza mai snaturarli, anzi, dandogli nuovo smalto, nuova vita, con arrangiamenti delicati e lasciando che l'interpretazione sia naturale e spontanea (anche se la cura e la preparazione si sentono nei riarrangiamenti), vicina allo spirito originale dei pezzi di gruppi del calibro di Specials e Skatalies, senza forzature o trovate estranee. Grande idea e grande risultato per un artista che avrebbe dare molto di più se avesse seguito la sua vera strada artistica.
Voto: 7/8

Tracklist:
01. Monkey Man (cover Toots & The Maytals)
02. Rich Boy (The Specials)
03. You're Wondering Now (The Skatalies)
04 Cupid (Sam Cooke)

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mercoledì 20 luglio 2011

Jakal - "Kick The Debris"



Altro EP per i Jakal che stavolta si spostano decisamente più sullo ska. alleggerendo le influenze punk rock degli inizi e inserendo barlumi di Clash attraverso i pezzi. "All over London town" è qualcosa di spettacolare, ben composta e intessuta in maniera ragionata senza tuttavia stancare. Infatti il gruppo è vistosamente alla ricerca di una maggiore complessità (inserimento di una seconda voce, pezzi più strutturati, cambi di riff improvvisi...), profondità e impatto nei componimenti e centra il bersaglio in gran parte delle volte. "Panopticon" è un gran bella canzone, aggressiva e veloce, con dei gran bei passaggi e dei cori ben fatti; "Sundown roots" e "Border" sono le tracce più classicamente ska di tutto l'EP (a parte un passaggio di quest'ultima) e quelle un pochino più scontate, ma non dispiacciono affatto. Un altro episodio di qualità, quindi, per questa ottima band inglese.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. All Over London Town
02. Kingdom
03. Panopticon
04. Sundown Roots
05. Border

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venerdì 15 luglio 2011

Jakal - "Nation Infection"



Una solida conferma, dopo l'EP di esordio, per questo gruppo ska che ora confeziona un altra uscita, stavolta di 5 canzoni, tutti pezzi veloci, che non annoiano e mostrano una certa decisione a comporre musica di una certa qualità. Episodi migliori: senza dubbio "Roots alibi" con ottimi giri di basso e passaggi ben congegniati per passare dallo ska a un punk più deciso (com'è solito nello stile della band) senza che nulla stoni e "Force fed", pezzo già presente nell'EP di esordio "Fore Fed" insieme a  "Boredom trail", ora decisamente più punk rock, esattamente come "21"; non a caso queste 2 canzoni rappresentano i punti più prevedibili del disco. Rimane "One bruise" che nonostante un inizio un po' forzato riesce a svilupparsi comunque in un pezzo niente male, vivace e melodico. Per il resto la band mantiene i suoi elementi caratteristici e continua a confezionare un ottimo ska, con lo spirito del '69!
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Force Fed
02. One Bruise
03. Roots Alibi
04. 21
05. Boredom Trail

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Jakal - "Fore Fed"



Un EP di 2 tracce di ottimo ska. Questa potrebbe la recensione migliore. Le 2 canzoni qui presenti si richiamano alla migliore tradizione del genere con voce sguaiata, coretti, chitarra sempre andante e passaggi di basso che permettono l'evoluzione dei brani senza farli diventare noiosi; a tutto questo si aggiungono parti decisamente più punk (il riffing a cui si passa in "Force fed" è quasi HC, mentre l'accelerazione di "Boredom trail" è senza dubbio di gusto punk rock), rallentate e tese o improvvisamente velocizzate, che danno al disco quel tocco in più rendendolo originale e di qualità. Peccato siano solo 2 canzoni.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Force Fed
02. Boredom Trail

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lunedì 20 giugno 2011

Hot Drugs - "Nessuna Bandiera"



Un miscuglio di ska e punk rock che occhieggia agli anni '90 e ai NOFX per un album di 14 pezzi spesso eccessivamente lunghi e senza una direzione o un identità precisa, che rendono abbastanza dispersivo e stancante l'ascolto di questo disco. La creatività non manca (a parte alcuni cali nei testi) ma il gruppo non sa bene dove piazzarsi e spesso gira su se stesso, seguendo un genere che raccoglie molte influenze e si sta piano piano espandendo in Italia (Intothebaobab come gruppo migliore). Dategli comunque un ascolto se siete appassionati del genere.
Voto: 5

Tracklist:
01. Intro
02. Non Ci Sto
03. Gridala Fuori
04. L'Opposizione
05. Schiavi O Libertà
06. Niente
07. Nessuna Bandiera
08. Pecora Nera
09. Phoenix
10. Senti Qua
11. Come Stai!
12. Black Out
13. Fino Al Termine
14. Pensieri Pre 2.0

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sabato 12 marzo 2011

Gozzilla & Le Tre Bambine Coi Baffi - "L'Erba Cattiva Non Muore Mai"



Un miscuglio di oi!, punk, rock n' roll e ska che va a creare un disco culto, serio e demenziale allo stesso tempo. Una vera perla:  registrazione perfetta, attitudine e un sacco di "sentimento", se così si può dire. Un album che non annoia mai, con testi che vanno dal comico al serio, includendo anche risvolti sociali, dimostrando sempre una certa intelligenza, con in più dei veri inni da concerto come "La Canzone Della Rissa" o la titletrack che esaltano come pugni nei denti; lo spirito goliardico è intriso in tutto il disco quindi lo consiglio a tutti!
Voto: 8,5

Tracklist:
01. L'Erba Cattiva Non Muore Mai
02. Come Voi (cover Fun)
03. Nella Città Dei Morti
04. La Canzone Della Rissa
05. La Bella Campagnola
06. Fatti Una Bevuta, Il Vaticano Brucia
07. Ovunque Te Ne Andrai
08. Agro Punx
09. La Società Dei Magnaccioni

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