lunedì 12 settembre 2011

Kutabare - "Finger Food Fetish For The Morbidly Abnormal"


Goregrind australiano lento e scordato, con influenze dai primi Last Day Of Humanity, Dead, Gut, Warlust, Undinism (questi ultimi 2 sono ex gruppi in cui hanno militato anche i componenti dei Kutabare) e un retrogusto degli Autopsy degli esordi. Registrazione e distorsioni sono massiccie e dense, la batteria sembra quasi una drum machine, semplice e chiara sullo sfondo, e il cantato, pur non essendo messo particolarmente in evidenza riesce bene girando sul solito stile del pig squeal con immissioni di scream. Il gruppo si diverte abbastanza ma il risultato complessivo non è dei migliori, essendo troppo banale e scontato in molti punti e non riuscendo a essere granchè incisivo sulla memoria dell'ascoltatore (anche se le dissonanze e gli accordi casuali in certi pezzi gustano parecchio, contribuendo all'atmosfera di marciume generale). Comunque se apprezzate il genere, "Finger food fetish for the morbidly abnormal" vi piacerà più che a sufficienza.
Voto: 4/5

Tracklist:
01. Religiously Frustrated   
02. Moistened Cunt    
03. Frotage The Fromage   
04. Siamese Twins
05. Rime Of The Ancient Marinated Corpse
06. Dildo Of Death        
07. Alien Intelligence        
08. Maggot Laced Meal        
09. Assassin        
10. Guinea Worm

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sabato 10 settembre 2011

Violent Children - "Violent Children EP"


Siamo nel 1984, e se la prima grande ondata hardcore si sta già esaurendo lentamente, il movimento della Youth Crew e del positive HC sono ancora ai primissimi albori. Gli ormai dimenticati Violent Children, precursori del movimento fanno uscire il loro EP d'esordio (seguirà nello stesso anno un altro demo e svariati bootlegs nel decennio 1990-2000) con nella formazione quelli che all'epoca non erano altro che ragazzini, Ray Cappo e John Porcell, fondatori degli Youth Of Today come cantante e chitarrista. Le tracce all'interno del disco sono 8 e consistono di forti influenze della scena bostoniana, soprattutto del gruppo di Al Barile, gli SS Decontrol e un debole richiamo melodico (accentuato nell'uscita successiva) con gli assoli che danno un tocco di originalità alle canzoni, uniti in un impasto di velocità e distorsioni prima maniera. Pezzi come "The smell" e "Live free or die" sono indicativi dell'epoca e della genuinità del prodotto. Merita di sicuro un ascolto.
Voto: 7,5

Tracklist:
01. Split Scene
02. New Pride
03. Culture Sucks
04. Hilton
05. Peer Pressure
06. The Smell
07. Live Free Or Die
08. Warren The Thief

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venerdì 9 settembre 2011

XbrainiaX - "Disgrace To The Corpse Of Eric Woods



Powerviolence furioso e niente più. Un puro impulso distruttivo espresso da 31 canzoni in circa 10 minuti: riff serratissimi, batteria a fuoco e una voce che strilla e sputa disprezzo. Spazz, Capitalistic Casualties e No Comment (di cui è anche presente una cover di "Hacked to chunks") sono i riferimenti che più saltano alla mente ascoltando questo disco che è impatto genuino, con brani che molto raramente vanno oltre i 30 secondi e non lasciano all'ascoltatore un secondo di tregua. Già il titolo dell'album in se è esemplificativo del carattere dissacrante e violento della band (Eric Wood è il frontman di bands del calibro di Man Is The Bastard, Neanderthal e Bastard Noise, figura di riferimento nell'hardcore più estremo e inventore, per di più, del termine "powerviolence") e dice quanto basta a capire la band.
Voto: 7/8

Tracklist:
01. Jaded, Twisted & Evil   
02. The End   
03. Intelligent Design Is Fucking Stupid   
04. I Hate Myself, Blah Blah Blah   
05. Shitting Where You Eat   
06. A Song About Crusties (not a Hellnation cover)   
07. Bananarama Bloodbath   
08. Trekkie Killer   
09. This Time It's Impersonal   
10. All Killer   
11. Nothing Punk   
12. Book Burners (beware)   
13. Too Late   
14. Shanking The American Dream   
15. Actually, Freedom Is Free   
16. Mos Eisley   
17. MSMP/Young Republicans Fuck Off   
18. Admitting Defeat   
19. Capitalist Have Nagasaki Wet Dream   
20. Idiot Box   
21. Bullet Hell   
22. Sinking Your Flagship   
23. My Way   
24. Closed Mind, Clenched Fist   
25. Lenny Kravitz Is His Answer   
26. Kiss The Whip   
27. B-beat   
28. Pick Up Real Change   
29. Revenge!   
30. Believe It   
31. Hacked To Chunks (cover No Comment)

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domenica 4 settembre 2011

Golden Violence - "Hate Has Come"



I Golden Violence vengono da Roma e fanno hardcore in puro stile New York old school e metalcore. Distorsioni metalliche, batteria martellante, accelerazioni e parti mosh, accompagnate ad una voce roca e comunque graffiante; queste sono le 8 canzoni che compongono quella martellata che è "Hate has come". L'influenza pesante dei Madball si sente nei cori e nei ritornelli che ricordano parecchio la combo americana co-fondatrice insieme a Sick Of It All e Agnostic Front del NYHC, ma i Golden imparano la lezione dei predecessori ed evitano di riproporcela in maniera identica, accompagnati da un ottima esecuzione tecnica, una buona registrazione che fa apprezzare al meglio le composizioni e pezzi potenti e spaccaossa. "A song for the unloved" apre l'album con una sferzata di velocità e di cori che fa presagire quale sia il livello generale, si prosegue poi con pezzi quali "Now and never", mattone lento e moshato, e "An empty promise" che chiude il tutto così com'è cominciato, rapida e violenta. Da sentire almeno una volta.
Voto: 7

Tracklist:
01. A Song For The Unloved
02. Black Blood
03. Moder Life
04. Now And Ever
05. All My Heros Are Dead
06. Another Revenge
07. Hate Has Come
08. Empty Promises

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sabato 3 settembre 2011

Punch - "Punch LP"


Una bomba dagli ex componenti dei Loma Prieta. 16 pezzi di violenza: fastcore, hardcore, powerviolence e break spaccaossa concentrati in un unico album, un risultato eccezionale che non lascia scampo a nessuno. Niente ripetitività, nessuna concessione. Immancabile.
Voto: 10

Tracklist:
01. Don't Start
02. Fuming
03. Get Back
04. Ol'Factory
05. Right My Way
06. If Not Me
07. Been Here Before
08. We're Not In This Together
09. The Bad Times
10. Make The Good Times That Much Better
11. If You Can't Now You Never Could
12. Break A Leg
13. Rewrite
14. Mending Is Better Than Ending
15. Not So Posi After All
16. Feminist, Don't Have A Cow

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One Step Ahead - "5 Songs 4 The Crew"



Quella che si definisce tamarranza. 5 pezzi per un demo NYHC che non aggiunge molto al genere, però fa sempre la sua figura: pezzi lenti con accelerazioni improvvise, voce roca e chitarre e basso ferrosi e granitici, con dentro tanti Agnostic Front, Madball (di cui sono presenti ben 2 cover) e Sick Of It All. Un po' di tecnica in più avrebbe reso più ascoltabili certi passaggi non riuscitissimi, soprattutto in "You can't judge me", ma per il resto il disco si snoda abbastanza bene, lasciando la sua impronta senza eccessive difficoltà, soprattutto con le cover riuscite bene. Niente di eccezionale, comunque.
Voto: 6

Tracklist:
01. One Step Ahead
02. You Can't Judge Me
03. Live Your Defeat
04. Can't Stop Won't Stop (cover Madball)
05. Down By Law (cover Madball)

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Inquieto Vivere - "Demo"


Il disco è del 2009 ma avrebbe potuto essere benissimo del 1982. Il sound, la registrazione e i riff sono tutti della Torino di quel periodo. Se anche non fosse presente una loro cover, l'influenza dei Blue Vomit di Luca Abort si sente chiara e pesantissima sulle composizioni, con tematiche simili e un cantante parecchio simile in molti punti; infatti gli Inquieto Vivere inseguono le atmosfere decadenti e oppressive di quel punk 77 malato e psicotico che era proprio dei torinesi, e per 5 canzoni (cover inclusa, ovviamente) ci riescono bene: "Strimpella male" apre il demo chiarendo subito le idee agli ascoltatori, riff semplici, registrazione pessima e tanta attitudine, si prosegue con "Immagini di morte" e "Veleno" che seguono le stesse coordinate, mentre la terza canzone "La stanza dell'insonnia" è indubbiamente il pezzo migliore tra questi 5, lento, claustrofobico e che rimane in testa come una nenia; a chiudere tutto "Vivo in una città morta" che dice tutto quello che c'è da sapere sul gruppo che ancora non si fosse capito. Alla fine rimane l'impressione di un buon risultato (peccato per i testi di cui si sente ben poco), un po' ripetitivo e un po' troppo ispirato a certi gruppi, ma è comunque un esordio di discreto livello.
Voto: 6/7

Tracklist:
01. Strimpella Male
02. Immagini Di Morte
03. La Stanza Dell'Insonnia
04. Veleno
05. Vivo In Una Città Morta (cover Blue Vomit)

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